27 Settembre 2022

Consiglio d’Europa bacchetta l’Italia: “Il Green pass è discriminatorio, basta con gli obblighi”

Dossier dell'Assemblea: La certificazione verde è “contraria alla scienza” ed è punitivo per chi ha scelto di non inocularsi. Mentre l'obbligo vaccinale con sieri sperimentali è "antiscientifico" oltreché "ricattatorio"

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Il Consiglio d’Europa – da non confondersi con il consiglio Ue -, composto da 47 stati e con sede a Strasburgo interviene nuovamente sull’obbligo vaccinale introdotto surrettiziamente e sul Green pass discriminatorio, misure adottate tra gli altri dall’Italia che a differenza di altri stati Ue, è quella nazione che sta pagando a carissimo prezzo le restrizioni e le discriminazioni di Draghi, mentre altri stanno eliminando progressivamente ogni limitazione.

Come racconta ‘Il Fatto Quotidiano‘, articolo rilanciato da Il Paragone, “un rapporto approvato a fine gennaio a larga maggioranza ha bocciato l’utilizzo delle certificazioni per punire i non vaccinati. Nella riunione di gennaio l’Assemblea ribadisce che gli Stati vengono esortati a “informare i cittadini che nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole e a garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato”, al contrario del modus operandi di molti governi Ue, in primis l’Italia, che hanno adottato provvedimenti liberticidi sia sull’obbligo vaccinale per alcune categorie, compresi gli over 50, che sul Green pass, strumento che non ha nulla di sanitario ma appunto punitivo e di mero controllo sociale.

Il testo del dossier, intitolato “Vaccini Covid-19: questioni etiche, legali e pratiche”, sostiene che il concetto di passaporto vaccinale (Green pass) è “contrario alla scienza”, in assenza di dati sull’efficacia dei vaccini nel ridurre la contagiosità e sulla durata dell’immunità acquisita. Questo testo, spiega ancora ‘Il Fatto’, “scredita di fatto i decreti dell’esecutivo di Mario Draghi che penalizzano i non vaccinati con divieti volti testualmente alla ‘prevenzione di SarsCov2’, ossia alla neutralizzazione di infezioni e contagi. I vaccini approvati dall’Ema si sono rivelati efficaci nel prevenire le forme gravi del Covid (ricoveri e decessi). (Leggi Bourla, ad di Pfizer che afferma il contrario, ndr). Non impediscono invece al virus di infettare l’organismo e trasmettersi a terzi. È quanto emerge da trial clinici, bugiardini e studi condotti sulle varianti Delta e Omicron”. E quindi non dai no vax, che sono poi quelli, secondo Crisanti, che non si ammalano e in una minima parte finisce in terapia intensiva Leggi.

Secondo il dossier consegnato recentemente al Senato dall’avvocato Renate Holzeisen, “decadrebbe anche il mutuo riconoscimento tra i Paesi dell’Ue delle certificazioni vaccinali che, secondo la normativa comunitaria, è subordinato ad evidenze scientifiche sull’interruzione delle catene di trasmissione. Una settimana prima era stato il Comitato internazionale per l’etica della biomedicina (Cieb) a prendere di mira l’Italia (Leggi). La rete scientifica internazionale creata da docenti ed esperti per promuovere un dibattito critico sulla gestione politica della crisi Covid ha chiesto l’abolizione dell’obbligo vaccinale per gli over 50 e del Green pass”.

Il Cieb ha invitato gli altri Paesi e le organizzazioni internazionali a fare pressioni sul governo italiano affinché ponga fine alla “sperimentazione di massa di un medicinale sperimentale impropriamente denominato vaccino”. La scadenza della sperimentazione scade infatti tra il 2023 e il 2024.

E ora sono diverse le associazioni civiche che negli ultimi mesi hanno presentato esposti alla Corte penale internazionale de L’Aia per crimini contro l’umanità. Sarebbero tali “le imposizioni dei trattamenti con sostanze sperimentali col ricatto (privazione di diritti fondamentali come quello al lavoro, ai servizi pubblici e alla libera circolazione)”, dichiara Holzeisen riferendosi all’art 7 dello Statuto della Corte.


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