23 Maggio 2022

Il presidente del CTS Locatelli e i conflitti di interessi con Pfizer? L’inchiesta di Byoblu

Sono molti gli esperti che sarebbero in conflitto con Big Pharma. Da Ricciardi a Locatelli fino a Bassetti. L'Italia in sofferenza per una emergenza sanitaria diventata politica

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Il Covid-19, sin dal suo arrivo, ha consentito di concentrare l’attenzione dell’opinione pubblica su temi ben definiti dall’Agenda setting dei mass media. In questo modo, l’interesse delle persone viene focalizzato su argomenti precisi. Oggi l’emergenza sanitaria, domani le elezioni del presidente della Repubblica, dopodomani il Festival di Sanremo.

L’obiettivo? Cancellare dalla mente delle persone gli avvenimenti del passato, facendo leva sulla paura di una morte che ci attende dietro l’angolo, ogni qualvolta si esce di casa. E così ci si dimentica di chi detiene il potere decisionale, o lo influenza a tal punto da decidere la vita di milioni di persone. E mentre la maggior parte dei “giornalisti” sono impegnati a contribuire alla costruzione della nuova società del controllo, alcuni sono ancora interessati a far emergere le irregolarità del sistema.

Abbiamo già riportato le incongruenze nella carriera del super consigliere Walter Ricciardi. Oggi ci occupiamo invece del presidente del Consiglio superiore di Sanità, nonché coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico (CTS), Franco Locatelli.

Chi è Franco Locatelli?

Innanzitutto, chi è Franco Locatelli? Nato a Bergamo il 3 luglio del 1960, Locatelli insegna nell’Università di Pavia, e vanta inoltre una cattedra in pediatria presso l’Università La Sapienza di Roma. In precedenza, è stato direttore del dipartimento di Onco-Ematologia dell’Ospedale pediatrico bambino Gesù di Roma. Dal 22 febbraio 2019 è presidente del Consiglio superiore di Sanità (Css), organo consultivo e propositivo del dicastero che stabilisce le politiche legate alla salute e alla sanità italiana.

Locatelli anticipa, alla sua prima apparizione in veste di presidente del Css, i piani di “politiche vaccinali estese su larga scala”. Una preparazione del terreno per le vaccinazioni a tappeto cui stiamo assistendo con i preparati anti-Covid? Il 17 marzo del 2021, avviene la ricomposizione del CTS e Locatelli viene nominato al vertice del Comitato Tecnico Scientifico, con funzioni di coordinatore. Una ricomposizione avvenuta appena un mese dopo l’insediamento di Mario Draghi a Palazzo Chigi. Tante ombre e poche luci sui componenti del precedente comitato che hanno consigliato l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante le prime fasi della pandemia.

I finanziamenti di Big Pharma nel 2019

Riavvolgiamo il nastro. È gennaio del 2019, del Covid non si sa ancora niente, e scoppia lo scandalo dei finanziamenti delle case farmaceutiche, emerso da un’inchiesta di IlSicilia.it. La testata indipendente ha diffuso una serie di documenti che includono cifre versate da Big Pharma a esponenti attivi nel settore sanitario. In questi documenti spicca anche il nome di Franco Locatelli, che avrebbe avuto rapporti con la multinazionale svizzera Novartis. Il Codacons risponde con un apposito report sulla base dei dati ufficiali e presenta un esposto all’Autorità Anticorruzione. Nell’elenco sono riportati tutti i medici italiani che hanno ricevuto finanziamenti dalle aziende operanti nel settore farmaceutico.

Si tratta di “32.623 tra medici, fondazioni e ospedali che hanno complessivamente percepito in Italia 163.664.432,70 euro nel periodo compreso tra il 2015 e il 2017”. Tra i tanti nomi dei produttori di farmaci che hanno versato finanziamenti e rimborsi spiccano: Pfizer, Merck, Msd, GlaxoSmithKline, Novartis e Gilead. Bisogna specificare che i trasferimenti di queste cifre non costituiscono di per sé reato, ma se finiscono nei conti di personaggi che esercitano influenza sulle decisioni politiche, soprattutto in ambito sanitario, le domande risultano spontanee e più che lecite. Tuttavia, l’arrivo della pandemia e la monopolizzazione mediatica dell’argomento hanno presto fatto finire lo scandalo nel dimenticatoio. E questo in un momento in cui sarebbe servita un’attenzione molto più scrupolosa.

La dichiarazione pubblica di interessi di Franco Locatelli

Il problema cruciale riguarda proprio la mancata trasparenza nella comunicazione dei conflitti d’interesse. Si tratta di documenti non aggiornati e praticamente introvabili. Il giornalista Maurizio Bolognetti ha portato avanti una lunga ricerca prima di trovare la dichiarazione pubblica di assenza di conflitto di interessi dei membri del CTS. Si tratta di documenti che dovrebbero essere di dominio pubblico e consultabili da chiunque in un sistema democratico sano.

Nella dichiarazione di Franco Locatelli risulta spuntata la voce “consulenza per una società” nella categoria “interessi diretti”, mentre nell’elenco degli “interessi indiretti” emergono attività di “sperimentatore principale”, ovvero responsabile scientifico di una sperimentazione, nonché di “sperimentatore”. Questi ultimi due incarichi risultano ancora ricoperti all’epoca della compilazione, datata 23 settembre 2020. Mentre non vi è traccia di alcuna dichiarazione più recente; un’anomalia da non sottovalutare, visti gli incarichi occupati da Locatelli. Le aziende per le quali ha effettuato consulenze soltanto nel 2020 sono: Pfizer, Novartis, Bellicum, Amgen, Neovii e bluebirdbio. I prodotti farmaceutici oggetto delle consulenze sono invece: “Anticorpi monoclonali anti-nepolastici, CAR T cells, farmaci citostatici, terapia genica e genome editing delle emoglobine”. Di che natura erano le consulenze effettuate da Locatelli per queste case farmaceutiche?

Le domande non si fermano qui. Stando al portale di raccolta brevetti statunitense Justia Patents, Franco Locatelli sarebbe inoltre titolare di almeno tre brevetti che sono stati approvati dall’ente regolatore, United States Patent and Trademark Office (USPTO). In particolare, risalta un brevetto richiesto il 30 agosto 2019 e approvato il 30 gennaio 2020, per una tecnologia che consente terapie attraverso composizioni di cellule dell’immunità innata. Nella dichiarazione pubblica d’interessi, compilata il 23 settembre 2020, non vi è tuttavia traccia di alcuna titolarità di un brevetto.

Le cifre dei versamenti

Il 31 agosto 2021, Il Primatonazionale ha pubblicato un’inchiesta, rendendo noto il valore dei trasferimenti delle case farmaceutiche. Tra i soggetti coinvolti, anche Franco Locatelli. Dal 2016 al 2020, Locatelli avrebbe incassato 23.877,70 euro tra consulenze, eventi e viaggi, organizzati da Big Pharma. Oltre a Pfizer, emergono migliaia di euro versati anche dal colosso farmaceutico svizzero Novartis. Si tratta della seconda multinazionale attiva nel settore farmaceutico per fatturato al mondo, seconda soltanto a Pfizer. Nonostante non abbia sviluppato un vaccino anti-Covid, Novartis ha stipulato più contratti con Pfizer-BioNTech per la produzione di milioni di dosi del preparato nei laboratori del colosso svizzero.

I versamenti delle case farmaceutiche a Locatelli. Tabella tratta dal Primatonazionale

Serve trasparenza

E in questo riquadro le dichiarazioni dei vertici legati al ministero della Salute assumo una sfumatura completamente diversa. Siamo ormai abituati a giravolte clamorose che cambiano di dichiarazione in dichiarazione. E così, Locatelli è passato dall’affermare a inizio pandemia che il Sars-Cov-2 non presentasse nei bambini gravi patologie, per poi cambiare completamente narrazione alcuni mesi dopo:

“Vaccinare gli adolescenti è decisivo”ribadisce da tempo il coordinatore del CTS. Ulteriore coincidenza, il fatto che oramai i vaccini disponibili in Italia siano due, Moderna e Pfizer BioNTech, con quest’ultimo che viene ormai usato in prevalenza. Non ci permetteremmo mai di stabilire alcuna correlazione tra i farmaci che vengono approvati in Italia e i conflitti d’interesse che i regolatori sembrerebbero avere. Abbiamo contattato Locatelli per ottenere delucidazioni in merito, ma al momento non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Siamo naturalmente aperti a dare spazio al presidente del Consiglio superiore di sanità per chiarire la questione. Gli italiani meritano di sapere se dietro alle decisioni che portano a obblighi vaccinali diretti e indiretti, si celano dei conflitti d’interesse, o meno.

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Fonte:Byoblu

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