Alitalia, il fallimento di Mario Oliverio: Debiti per 1,8 miliardi

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L'ad di Alitalia Cramer Ball e il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio
L’ad di Alitalia Cramer Ball e il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio

Alitalia vanta nei confronti della Regione Calabria crediti per 1.853 milioni di euro relativi ad attività di marketing scaduti ormai da due anni. È quanto fa rilevare il Ceo di Alitalia, Cramer Ball, al presidente Mario Oliverio, rispondendo in ordine alle polemiche relative alla decisione della compagnia di bandiera di lasciare lo scalo di Reggio Calabria.

Il manager sottolinea anche gli impegni che il governo regionale avrebbe disatteso nei confronti della compagnia per abbattere i costi. “Come sa, Alitalia – scrive nella missiva l’amministratore delegato – ha da sempre manifestato grande sensibilità e attenzione nei confronti delle istanze provenienti dai territori del nostro Paese, svolgendo contestualmente diverse analisi sulla sostenibilità delle proprie operazioni. Nello specifico, nonostante le cospicue perdite registrate (circa sei milioni di euro annui), la Compagnia ha continuato ad assicurare i servizi aerei da e per Reggio Calabria”.

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“Sin dal dicembre 2015 il nostro management ha incontrato a più riprese – da ultimo lo scorso 8 febbraio – sia Lei che Suoi delegati e rappresentanti degli enti locali interessati. In ogni occasione – fa rilevare – la Compagnia ha rappresentato l’insostenibilità degli operativi, pur assicurando piena disponibilità a proseguire le operazioni a fronte di un forte coinvolgimento istituzionale nella ricerca di misure idonee a garantire la continuità dei voli ed evitarne la chiusura. Purtroppo in ben quindici mesi non si è registrato alcun sostanziale progresso a riguardo”.

“In merito alla richiesta di espressione di interesse propedeutica alla pubblicazione di un Bando regionale, giova infatti ricordare – continua – che nelle proprie osservazioni la Commissione Europea ha evidenziato l’impossibilità di erogare incentivi per collegamenti esistenti e per l’aumento di frequenze”. Per questo motivo, scrive Cramer Ball, “la Compagnia ha ritenuto inutile proseguire sulla strada della sottoscrizione di manifestazione di interesse prima e dell’adesione ad un potenziale Bando Pubblico poi. Bando che ad oggi, è bene ricordarlo, non è ancora stato pubblicato”.

“Mi preme inoltre evidenziare che ad oggi Alitalia vanta nei confronti della Regione crediti per 1.853 milioni relativi ad attività di marketing scaduti ormai da due anni. In aggiunta, fino a pochi giorni fa l’aeroporto di Reggio Calabria – oggi affidato alla gestione della S.A.CAL. S.p.A. – era soggetto a procedura fallimentare, situazione che nel tempo ha impedito di negoziare possibili accordi di incentivazione ai sensi delle “Linee guida inerenti le incentivazioni per l’avviamento e lo sviluppo di rotte aeree da parte di vettori aerei”.

Inoltre, nella riunione del dicembre 2015, Vi eravate impegnati a facilitare eventuali soluzioni per il trasferimento del personale Alitalia attualmente impiegato presso l’Aeroporto Tito Minniti ad una società di handling terza, con conseguente riduzione dei costi per circa 2 milioni. Al fine di garantire la sostenibilità delle operazioni da/per Reggio Calabria, ci teniamo comunque a sottolineare – scrive ancora – che Alitalia riconferma la propria apertura ad operare in regime di continuità territoriale, come già fatto in passato sulla rotta Torino-Reggio Calabria fino al 2014.

Al contempo, è importante rimarcare che la richiesta e il riconoscimento della continuità territoriale dipendono esclusivamente dagli enti locali e dalle istituzioni nazionali preposte. In ogni caso e come già rappresentato in tutte le sedi istituzionali, Alitalia – conclude – continua a rendersi disponibile a valutare eventuali nuovi scenari, misure e forme di incentivazione di immediata attuazione volte a ripristinare in maniera sostenibile i collegamenti con l’aeroporto di Reggio Calabria”.

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