Caso Musella, Dieni: “Niente più fondi ad associazioni Antimafia”

Carlomagno Panda Settembre 2018

corteo antimafia«La vicenda giudiziaria che riguarda la presidente dell’associazione Riferimenti ripropone con forza la questione già avanzata da Sciascia, quella dei professionisti dell’antimafia». Così la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni in riferimento all’indagine a carico di Adriana Musella, dell’associazione Riferimenti, culminata con il sequestro disposto della procura reggina.

«Sarà la magistratura – continua la parlamentare – a chiarire se Adriana Musella abbia usato o meno i fondi destinati alla sua associazione per spese e pagamenti assolutamente privati e per niente attinenti con la ragione sociale della sua sigla antimafia. Il punto nevralgico della vicenda, però, non è questo. Il vero problema è che, negli ultimi anni, la lotta alla mafia da parte di esponenti della società civile, non tutti per fortuna, ha assunto l’aspetto di un vero e proprio business grazie ai continui fondi economici assicurati dagli enti pubblici, i cui rappresentanti, molto spesso, strumentalizzano tali erogazioni per rifarsi una verginità agli occhi dell’opinione pubblica».

«Ne consegue – aggiunge Dieni – che l’unica soluzione per evitare che simili distorsioni abbiano di nuovo a verificarsi sia quella di sospendere i finanziamenti alle sigle antimafia, il cui lavoro, molto frequentemente, si riduce alla distribuzione di magliette e all’organizzazione di passerelle per i politici di ogni colore politico».

«Non è impossibile – conclude la deputata 5 stelle – seguire un’impostazione di questo tipo. D’altronde, è la stessa teoria che il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, uno dei maggiori esperti di criminalità organizzata a livello mondiale, porta avanti da anni: per fare antimafia non c’è bisogno di denaro; basta l’onestà dell’impegno e il coraggio della testimonianza».