‘Ndrangheta, condanne pesanti da Brescia. 28 anni a Nicolino Grande Aracri

Carlomagno

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'Ndrangheta al Nord, chiesto l'ergastolo per Nicolino Grande Aracri
Nicolino Grande Aracri

Si è chiuso con dieci condanne per complessivi 109 anni e 6 mesi e 6 assoluzioni il processo Pesci davanti al tribunale di Brescia per estorsioni, minacce, detenzione abusiva di armi, aggravati dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, per fatti accaduti a Mantova dove nel 2015 vennero arrestate 117 persone e con l’inchiesta dell’antimafia che toccò anche l’amministrazione comunale.

Fra i condannati, fra gli altri, c’è Nicolino Grande Aracri, capo cosca e boss della ‘ndrangheta di Cutro. Per lui la pena da scontare è di 28 anni. 26 anni e 10 mesi sono stati inflitti ad Antonio Rocca, braccio destro di Grande Aracri; 10 anni ad Alfonso Bonaccio, 19 anni a Giuseppe Loprete, 4 anni e 6 mesi a Giacomo Marchio, 18 anni a Salvatore Muto, 4 anni ciascuno ai fratelli Ennio e Danilo Silipo.


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