Nuovi ospedali, la Calabria vuole risarcimenti da Infrastrutture Lombarde

Carlomagno Jeep agosto 18

Progetto ospedale Piana di Gioia TauroLa Giunta regionale della Calabria, riunitasi sotto la presidenza di Mario Oliverio, ha deliberato di dare mandato all’Avvocatura regionale, secondo quanto è detto in un comunicato dell’ufficio stampa, “di verificare la possibilità di intraprendere azioni risarcitorie nei confronti di “Infrastrutture lombarde” ed altri eventuali soggetti responsabili dei danni causati dai gravi errori fatti nel corso degli adempimenti della progettazione dei tre nuovi ospedali calabresi”, quello della Piana di Gioia Tauro, della Sibaritide e di Vibo Valentia, cui si è aggiunto poi quello di Catanzaro.

“Evidenti errori procedurali e di progettazione, a partire, in alcuni casi, dalla scelta dei siti, risultati non idonei, dal punto di vista idrogeologico – secondo la Giunta – hanno determinato gravi ritardi e costi aggiuntivi necessari per la messa in sicurezza degli stessi. Tali problematiche, che sono in via di soluzione, grazie all’impegno assunto dall’attuale giunta regionale, come è facile immaginare, hanno comportato non poche difficoltà”.

Le tappe in sintesi 

Il 20 dicembre 2010 Regione Lombardia e Regione Calabria, presidenti Formigoni e Scopelliti, quest’ultimo in qualità di Commissario delegato per l’emergenza sanitaria, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che definiva gli interventi necessari alla realizzazione dei nuovi ospedali di Vibo, della Piana di Gioia e della Sibaritide. Queste strutture erano già previste dal 2007, in base a un Accordo di Programma sottoscritto tra Ministero della Salute e Regione Calabria. In realtà era la Stazione unica appaltante (Sua) a bandire le gare di concessione, ma per altri gravosi impegni e mancanza di organico e mezzi, la Sua non riuscì ad espletarle. Così si giungerà poi all’accordo con i lombardi.

Successivamente la Regione Lombardia ha sottoscritto una convenzione con Infrastrutture Lombarde, una Spa in house della regione lombarda, cui venne affidato il compito di espletare, per conto della stessa Regione Lombardia, le attività di assistenza tecnica, supporto alla stazione appaltante ed al Responsabile Unico del Procedimento, project&construction management e di alta sorveglianza, relativamente agli interventi di realizzazione dei suddetti tre nuovi ospedali, che divennero poi quattro, con quello di Catanzaro, inserito grazie a una modifica dell’intesa di dicembre 2010.

Infrastrutture Lombarde, ha proceduto all’elaborazione degli avvisi di pre-informazione delle procedure di gara e alla stima dell’investimento complessivo per i nuovi ospedali, da realizzarsi in concessione.

Il 30 dicembre 2010 tali avvisi sono stati pubblicati con l’indicazione del valore stimato dei singoli interventi. ILSpA ha inoltre proceduto alla revisione e all’aggiornamento dei tre progetti preliminari.

Solo per l’ospedale della Sibaritide occorrono quasi 144 milioni di euro, in gran parte pubblici (oltre 102 mln) e in parte privata (oltre 41 milioni). Centinaia di milioni per gli altri tre.

L’ordinanza regionale del commissario alla sanità calabrese del 6 luglio 2010, successivamente modificata dall’ordinanza del 14 febbraio 2011, ha stabilito il luogo in cui sorgeranno e il numero di posti letto di cui dovevano disporre.

Il nuovo Ospedale di Vibo Valentia era stato localizzato lungo l’asse viario che collega il capoluogo con Sant’Onofrio e con l’innesto dell’autostrada A3. Avrà 350 posti letto.

La location del nuovo ospedale della Piana di Gioia Tauro, 314 posti letto, era indivituato nel territorio comunale di Palmi, a ridosso dell’uscita autostradale dell’A2 mentre l’ospedale della Sibaritide nel comune di Corigliano Calabro, in località Insiti (conterà 334 posti letto).

Location che in base a verifiche successive della regione a guida Oliverio sono state dichiarate dissestate e a rischio idrogeologico. Intanto, però, la regione aveva già pagato centinaia di migliaia di euro a Infrastrutture Lombarde per i servizi di assistenza e altre attività. Da quì la decisione della giunta di valutare una richiesta risarcitoria dopo essersi accorti dell’impossibilità di realizzare i quattro ospedali in base agli accordi precedenti.