Gratteri: “Da clan estorsioni all’ingrosso”. De Raho: “Economia in pericolo”

Carlomagno Alfa Romeo Giulia giugno 2018

Nicola Gratteri tv2000“Oggi l’estorsione non è più andare a chiedere 200 euro in un negozio. Chi fa questo viene ritenuto un morto di fame. Oggi ogni famiglia dell’Ndrangheta ha 2-3 negozi all’ingrosso e il piccolo imprenditore deve andare a fare lì gli acquisti”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, emittente della Cei.

“Il piccolo negoziante – ha aggiunto Gratteri – capisce subito che l’invito di andare a comprare in quel negozio all’ingrosso deve essere accettato per poter stare tranquillo. Se poi il caffè non è così eccezionale e il prezzo non è conveniente i piccoli negozianti comprano lo stesso in quel negozio per vivere in pace”.

“La ’Ndrangheta – ha concluso Gratteri – prende i soldi per invadere l’economia pulita dal mercato della cocaina, dall’ usura, dalla grande distribuzione. Entra in tutte le forme di arricchimento”.

Il tg dell’emittente dei Vescovi italiani ha intervistato anche il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho. 

Federico Cafiero de Raho
Federico Cafiero de Raho

“La ’Ndrangheta – ha detto de Raho – è un pericolo per la nostra economia a livello nazionale perché riesce a movimentare masse di denaro enormi e reinvestirle attraverso soggetti che apparentemente sono puliti”.

“In qualunque settore la ’Ndrangheta reinveste – ha aggiunto Cafiero de Raho – finisce per condizionare l’andamento economico. Non esiste più la regola economica della domanda e offerta che determina non solo il prezzo ma tutto ciò che in qualche modo condiziona una politica economica”.