‘Ndrangheta, confiscati beni per 6 mln al potente clan Crea

Carlomagno campagna Nuovo Stelvio 10 Maggio 2018

'Ndrangheta, confiscati beni per 6 mln al clan di Teodoro Crea REGGIO CALABRIA – La Polizia di Stato di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca di beni per un valore complessivo di 6 milioni contro esponenti del clan Crea, (in particolare a Teodoro Crea, 78enne attualmente al 41 bis) operante nella piana di Gioia Tauro. Il provvedimento, emesso dal locale Tribunale – Sezione Misure di prevenzione, scaturisce da una proposta del Questore di Reggio Calabria, effettuata sulla scorta di un’articolata attività di natura patrimoniale effettuata dalla locale Divisione Anticrimine.

L’attività rappresenta la naturale evoluzione delle indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Reg-gio Calabria e coordinate dalla Dda reggina (Operazione “Deus”), a conclusione delle quali, in data 4 giugno 2014, è stata data esecuzione a un’ordinanza, emessa dal Gip presso il Tribunale reggino, con la quale sono state disposte, nei confronti di 16 persone, le misure della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari per i reati di associazione di stampo mafioso, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni e truffe alla Comunità europea.

Tra i destinatari del provvedimento restrittivo, oltre a Teodoro Crea classe ’39, capo storico della famiglia, e buona parte del suo nucleo familiare, risultavano anche altri esponenti di spicco della ‘ndrina – quali Antonio Crea detto “u Malandrinu” e Domenico Crea classe ’54, detto “Scarpa Luci-da”, legati da vincoli di parentela con il suddetto capo della consorteria criminale – e tre ex ammini-stratori pubblici del Comune di Rizziconi.

In particolare, l’attività investigativa ha evidenziato l’assoluta egemonia della cosca Crea, esplicata sul territorio come una vera e propria “signoria”, sia nell’esercizio delle tradizionali attività criminali che nel totale condizionamento della vita pubblica, tanto da determinare, nel 2011, lo scioglimento del Consiglio Comunale di Rizziconi.

Inoltre, nel corso delle indagini, è emerso che Giuseppe Crea, classe ’78, nonostante fosse latitante dal 2006, attestava falsamente di essere un imprenditore agricolo, procurandosi così un ingiusto pro-fitto, consistito nell’indebita erogazione da parte dell’Agea dei contributi comunitari relativi Piano di Sviluppo Rurale per oltre 180 mila euro.

Analogo reato è stato contestato al padre Teodoro Crea, alla madre Clementina Burzì e alla sorella Marinella, per contributi pari a quasi 50 mila euro.

Il provvedimento ha interessato svariati beni riconducibili a Teodoro Crea, boss indiscusso dell’omonima cosca – in atto sottoposto al regime del 41 bis – alla moglie, Clementina Burzì, alla figlia Marinella e suo marito, Francesco Barone.

Le indagini patrimoniali hanno dimostrato che i citati soggetti, in virtù della loro appartenenza al clan mafioso, erano riusciti, con il profitto derivante dalla gestione delle attività illecite e avvalen-dosi della forza intimidatrice derivante dal vincolo associativo, ad accumulare un ingente capitale, sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, che reinvestivano nell’acquisto di terreni, società e beni immobili, intestati, al fine di eludere la normativa antimafia, ai propri familiari o a soggetti terzi.

Il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo le risultanze investigative, ha disposto il sequestro dei seguenti beni:
• edifìcio di pregio, composto da tre appartamenti e 2 locali uso deposito/garage;
• villa di pregio;
• unità immobiliare composta da due abitazioni e un locale uso deposito;
• immobile in corso di costruzione;
• unità immobiliare composta da tre appartamenti e un locale destinato all’esercizio di attività commerciale;
• un appartamento;
• unità immobiliare composta da due stabili adibiti, rispettivamente, a caseifìcio e abitazione;
• 6 fabbricati adibiti a stalle;
• 18 terreni;
• Impresa agricola individuale “BURZI’ Clementina” con sede in Rizziconi (RC);
• titoli AGEA emessi a favore di CREA Marinella.