Saldi, da domani al via anche in Calabria. Attenti ai raggiri

Carlomagno campagna Giulietta Aprile 2018

saldi in calabriaDa domani, 5 gennaio, partono i Saldi anche in Calabria. A dare il via agli sconti erano stati Valle d’Aosta e Basilicata, poi via via tutte le altre regioni, con la Sicilia che sarà l’ultima a lanciare la stagione degli sconti invernali 2018. Secondo Confcommercio il budget medio in Italia, sarà di 143 euro a persona, con un giro d’affari di circa 5,2 miliardi di euro.

Denaro che gli italiani riservano per l’acquisto di capi d’abbigliamento, calzature ed accessori vari. Per Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e vicepresidente di Confcommercio, “dopo un Natale ancora sospeso tra una crisi che sembra volgere al termine ed una ripresa ancora debole almeno nel fashion retail, la buona notizia è l’incremento di due punti della fiducia dei consumatori, tornato ai livelli del gennaio 2016”.

“Un ingrediente, questo, imprescindibile, oltre al potere di acquisto degli Italiani, – prosegue – per sostenere i consumi in questo periodo dei saldi di fine stagione, che per meteo e calendario è appena iniziata. La spesa per gli acquisti in saldo per valore – secondo le nostre stime – sarà leggermente inferiore a quella dell’anno scorso, ma in linea con il momento. Il vero vantaggio sarà per i consumatori non vedere i prezzi dei negozi, dal primo gennaio, con l’Iva al 25%. Il Governo ha fatto bene ad ascoltarci, sterilizzando le clausole di salvaguardia, ma se vogliamo veramente uscire dal tunnel, occorre un maggior sforzo, coraggio e determinazione per ridurre la pressione fiscale, ancora troppo elevata per imprese e famiglie”.

Diffidare dagli sconti eccessivi e badare sempre che vi sia il doppio prezzo, quello pre-saldi con quello in sconto. Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda alcuni principi di base per non cadere in raggiri possono registrarsi un po’ ovunque durante i saldi a causa di commercianti furbi e disonesti.

Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.

Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative promosse sull’intero territorio nazionale da Federazione Moda Italia, come “Saldi Chiari”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”. In ogni caso occhi bene aperti e attenzione ai furbetti dei saldi.