Mafia, documentati affari di droga tra Ndrangheta e Cosa nostra

Carlomagno campagna Giulietta Aprile 2018

blitz antimafia operazione montagnaSono stati documentati stretti collegamenti tra i mandamenti mafiosi agrigentini di Santa Elisabetta e Sciacca con i vertici delle cosche di quasi tutta la Sicilia e con la ‘ndrangheta calabrese, con cui gli affari maggiori avvenivano nel fiorente traffico di droga. E’ quanto emerge dall’inchiesta della Dda di Palermo che con l’operazione in codice Montagna ha portato all’arresto di 56 persone.

I carabinieri hanno sgominato 16 famiglie mafiose e sono coinvolti uomini d’onore anche delle province di Caltanissetta, Palermo, Enna, Ragusa e Catania. In carcere, tra gli altri, è finito Francesco Fragapane, 37 anni, figlio dello storico capomafia di Santa Elisabetta, Salvatore, da anni ergastolano al 41 bis.

Scarcerato nel 2012 dopo aver scontato sei anni di prigione, Fragapane ha ricostituito e retto lo storico mandamento che comprende tutta l’area montana dell’agrigentino e i paesi di Raffadali, Aragona, S. Angelo Muxaro e San Biagio Platani, Santo Stefano di Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca, Cammarata e San Giovanni Gemini. Fragapane era poi stato riarrestato e nuovamente liberato la scorsa estate: attualmente era sorvegliato speciale. Nell’inchiesta sono coinvolti diversi familiari del padrino di Agrigento e capimafia a lui alleati.

L’indagine è coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Gery Ferrara e Claudio Camilleri. Le accuse contestate vanno dall’associazione mafiosa, al traffico di droga, alla truffa, estorsione e a un’ipotesi di voto di scambio.