Anno giudiziario, Gratteri: “A Catanzaro piccola rivoluzione”

Carlomagno

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anno giudiziarioAl ministro della Giustizia, Andrea Orlando, “sono grato perché, dopo decenni di parole e false promesse da parte della politica, nel distretto di Catanzaro si e’ visto qualcosa di nuovo, si e’ vista una luce”. Lo ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, intervenendo all’inaugurazione dell’anno giudiziario del Distretto di Catanzaro alla quale ha partecipato anche il Guardasigilli e tante altre autorità.

“Mi riferisco – ha proseguito Gratteri – all’arrivo di sei sostituti procuratori, un procuratore aggiunto e dodici giudici. E’ stato l’inizio di una rivoluzione. Ma non e’ stato solo questo l’intervento del ministro: ricordo quando sono salito a Roma per la realizzazione di una nuova sede della Procura di Catanzaro che ci avrebbe consentito di evitare di pagare milioni di fitti, ovviamente sono salito a mie spese come faccio il 50% delle volte, ho chiesto un incontro al ministro che ha interrotto una riunione al Senato e mi ha incontrato in una stanza accanto e gli ho portato carte e progetti. Poi sono andato dal ministro Delrio che ha messo subito a disposizione 10 milioni di euro per la nuova Procura. Ora – ha rilevato il procuratore di Catanzaro – siamo pronti con il progetto, un progetto bellissimo, nei prossimi giorni sarà indetta la gara d’appalto.”

A Catanzaro queste cose concrete le abbiamo ricevute, quello che abbiamo chiesto ci è stato dato. Per dimostrare chi siamo e cosa siamo capaci di fare abbiamo fatto una piccola rivoluzione a Catanzaro”, ha detto ancora Nicola Gratteri.

“Abbiamo cercato di cambiare  l’approccio e il modo di pensare. Quando sono entrato in Procura, ho trovato magistrati intelligenti e preparati ma li ho visti tristi, quasi rassegnati. Il mio lavoro e’ stato soprattutto quello di cambiare mentalità e approccio e – ha detto Gratteri – ci siamo riusciti, almeno nel mio ufficio. Abbiamo creato una macchina. Faccio l’esempio di un problema che ho trovato: 100 richieste di archiviazione dalla Procura generale. Allora ho pensato di cacciare dai corridoi della Procura di Catanzaro tutti i vagabondi e gli spioni che giravano per avere notizie, e ho aperto la porta alle parti offese che avevamo bisogno di parlare, e ogni settimane dedico un pomeriggio a far parlare chi soffre. Cosi’ – ha concluso il procuratore di Catanzaro – ho eliminato le richieste di avocazione”.