Racket nel mondo degli ambulanti, tre arresti a Reggio [FOTO-VIDEO]

Carlomagno

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Da sinistra Abderrazak Azzazi, Anouar Azzazi e Gabriele Foti

I Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, all’alba di oggi, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia reggina nei confronti di due cittadini marocchini ed un italiano, ambulanti mercatali residenti nel capoluogo reggino, accusati di estorsione, lesioni personali e illecita concorrenza con violenza e minacce, aggravati dalle modalità mafiose.

I tre hanno aggredito ripetutamente la vittima, per costringerla ad abbandonare la la propria postazione presso i mercati rionali di Reggio Calabria.

Si tratta di padre e figlio, Abderrazak e Anouar Azzazi, marocchini di 59 e 34 anni, residenti a Reggio Calabria e Gabriele Foti, reggino di 25 anni, tutti ambulanti di mercato nella città dello Stretto.

Gli arresti giungono all’esito di un’articolata attività d’indagine avviata a partire dal mese di ottobre 2017 sotto il coordinamento della Dda di Reggio Calabria, che ha consentito di documentare ripetuti episodi di minacce, danneggiamenti e percosse perpetrati dagli odierni arrestati ai danni di un altro ambulante, allo scopo di costringerlo ad interrompere la vendita di scarpe all’interno dei mercati rionali di Largo Botteghelle e Piazza del Popolo, nel capoluogo.

In particolare, i tre arrestati, presentandosi come unici detentori del potere di “concedere” la possibilità di operare nell’area mercatale, in quattro occasioni aggredivano fisicamente l’ambulante, lo minacciavano di morte e danneggiavano il suo banco vendita, finanche giungendo, nell’ultimo episodio, a investire la bancarella della vittima con un furgone.

In relazione alle modalità esecutive della condotta contestata, ai tre destinatari della misura è stata imputata l’aggravante del metodo mafioso. Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati condotti presso la Casa Circondariale “Panzera-San Pietro”.


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