Ecco YouPol, l’App della Polizia per segnalare reati in tempo reale

Nata per "cittadini sentinelle". L'applicazione della Polizia di Stato, permette di denunciare atti di bullismo, droga e altri reati. C'è la geolocalizzazione esatta. Niente abusi, perché si risale all'identità

Carlomagno campagna Nuovo Stelvio 10 Maggio 2018

App YouPol
La Questura di Catanzaro ha presentato questa mattina, l’App “YouPol”, già operativa nelle città di Roma, Milano e Catania dal novembre del 2017. L’App ha lo scopo di permettere a tutti, giovani e adulti, di interagire con la Polizia di Stato, consentendo l’invio di segnalazioni di episodi di bullismo o di spaccio di sostanze stupefacenti, ma anche altri reati.

L’applicativo, nato dalla ferma convinzione che ogni cittadino è parte responsabile ed attiva nella vita democratica del Paese, è facilmente “scaricabile” su tutti gli smartphone e tablet accedendo alle piattaforme di Apple Store, per i sistemi operativi IOS, e Play Store, per i sistemi operativi Android.

Grazie a “YouPol” è possibile inviare immagini o segnalazioni scritte direttamente alla sala operativa della Questura, anche se il cittadino che effettua la segnalazione si trova in una provincia diversa. Sarà consentito pertanto denunciare all’autorità di polizia fatti di cui si è testimoni diretti (anche mediante foto o immagini acquisite sul proprio dispositivo) ovvero notizie di cui si è appreso in forma mediata (link, pagine web, ricezione messaggi, informazioni orali e altro).

L’applicazione garantisce inoltre la cosiddetta “geolocalizzazione” (il punto esatto dove ci si trova il quel momento) immediata del dispositivo segnalante e del luogo interessato dall’evento (anche se distanti tra loro).

Tra le opzioni possibili per l’utente di “YOU POL” vi è anche quella che consente di effettuare una chiamata di emergenza (attraverso il pulsante di colore rosso con la scritta “chiamata di emergenza”) alla sala operativa (113 o al numero unico di emergenza 112 qualora presente) ubicata nella provincia dove l’utilizzatore si trova.

YouPol permette l’uso dell’App senza registrazione e quindi l’invio di segnalazioni sotto forma anonima, ma ciò non deve fare pensare a utilizzi sbagliati, perché in caso di abusi è assolutamente possibile risalire all’identità di chi l’ha installata.

Una volta installata sul proprio smartphone, sia con sistema operativo Apple che Android, si può scegliere se registrarsi o compilare direttamente i campi relativi all’evento che si vuole segnalare.

In caso di registrazione sarà possibile seguire l’evoluzione dei fatti e ricevere le eventuali comunicazioni da parte dell’operatore di Polizia che ha ricevuto il messaggio. Una volta aperta, l’App si trova una guida passo passo nell’inserimento della segnalazione: prima si deve indicare se si tratta di spaccio o bullismo, poi scrivere una breve descrizione e, volendo, si può aggiungere un’immagine dell’evento, o scattandola direttamente dall’applicazione o comunque estrapolandola dalla galleria presente nel telefonino.

Infatti il cuore dell’App è la possibilità di invio di immagini, sia in diretta che dall’archivio delle proprie foto. Spesso le immagini sono utili per comprendere un reato. La caratteristica dell’App è quella di un uso facile ed intuitivo per chi deve inviare una segnalazione di aiuto o di soccorso, ma allo stesso tempo rapida e istantanea,c’è una mappa che: geolocalizza l’utente, e tre bottoni: “nuovo messaggio”, “messaggi” e “chiamata di emergenza”.

Dalla schermata principale dell’App è anche possibile comporre il numero di emergenza per far fronte al caso di richiesta di un intervento urgente. Ogni segnalazione è inviata in tempo reale alla Sala Operativa della Questura competente, che la gestisce attraverso un software dedicato che permette l’inserimento di note operative o l’invio di messaggi all’autore della segnalazione.

YouPol non è un modo attraverso il quale la Polizia di Stato vuole entrare nelle vite dei ragazzi, come una sorta di Grande Fratello, anche perché è utilizzabile senza registrazione. I cittadini devono percepire e considerare questa applicazione come un ulteriore passo per ridurre la distanza tra le istituzioni e le comunità.