Anno giudiziario Corte dei Conti, Calabria ad alto rischio

Carlomagno campagna ottobre 2018

Corte dei Conti 2018In Calabria il settore della sanità resta “tra quelli a più alto rischio di danno erariale”. Lo ha detto il procuratore regionale della Corte dei Conti, Rossella Scerbo, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile calabrese.

“Ci sono – ha aggiunto – numerose denunce per la mancata esecuzione di sentenze di condanna al pagamento dei corrispettivi per contratti di fornitura di beni o servizi, cui fa seguito la nomina di commissari ad acta con lievitazione dei danni per oneri accessori e spese. Si tratta – ha rilevato il procuratore della Corte dei Conti – di un fenomeno che appare particolarmente grave e diffuso per gli aspetti quantitativi nell’ambito delle Aziende sanitarie provinciali, che va indubbiamente ad aggravare i già precari equilibri della sanità calabrese. Questa situazione è una fonte enorme di dispersione di denaro pubblico, anche perchè in questi contesti di ritardati o mancati pagamenti spesso alligna il rischio di doppi pagamenti”.

“In un’Asp – ha spiegato Scerbo – in effetti sono in stati scoperti doppi pagamenti, purtroppo prescritti sia in sede penale che contabile, ma non e’ l’unico caso”. Il procuratore della Corte dei Conti ha poi confermato “l’apertura di un’istruttoria” sulla vicenda di alcuni dipendenti dell’Asp di Reggio Calabria che avrebbero continuato a percepire lo stipendio nonostante avessero riportato condanne penale. Inoltre, un dato significativo nelle denunce e’ quello della ricorrente latitanza delle amministrazioni danneggiate e dei revisori dei conti. Si tratta – ha proseguito il procuratore Scerbo – di un comportamento da censurare perche’ in violazione di specifici obblighi di denuncia e che potrebbe avere conseguenze pregiudizievoli per esempio in termini di prescrizione, considerato che il termine iniziale decorre dall’oggettiva conoscibilità da parte della Procura o dell’amministrazione danneggiata”.

“In particolare – ha concluso il procuratore della Corte dei Conti – preoccupante è l’atteggiamento dei collegi revisori dei conti che non mandano nessuna segnalazione, se si considera che in Calabria molti Comuni versano in una grave situazione di dissesto finanziario nella quale e’ facile che vi sia un danno erariale. Si sono moltiplicate le denunce per illegittime assenze dal servizio. In base a quanto previsto dal decreto legislativo 116/2016 – ha aggiunto Scerbo – le amministrazioni, in tutti i casi di flagranza o di falsa attestazione della presenza in servizio con modalità fraudolenta, sono tenute ad avviare il procedimento disciplinare e a trasmettere la notizia alla Procura contabile. Spesso il danno patrimoniale – ha concluso Scerbo – e’ limitatissimo perche’ si tratta di poche ore o pochi giorni, mentre nessuna prova viene fornita del danno all’immagine.

Il procuratore Scerbo ha parlato anche della carenza di organico in Procura.- “La nostra azione è fortemente limitata da una gravissima situazione di carenza dell’organico, sia di personale di magistratura che di personale amministrativo. Il 2017 – ha evidenziato – è stato un anno duro per la Procura regionale, che ha perso tre magistrati su quattro, sostituiti solo dopo alcuni mesi con due neoreferendari. La percentuale di scopertura della pianta organica, pur nella generale carenza di personale su scala nazionale, non ha eguali negli altri uffici regionali, e questo- ha concluso il procuratore Scerbo – in una regione tra le più pesanti come carichi di lavoro, come del resto consta al Consiglio di presidenza”.

“Colpevole inerzia delle amministrazioni danneggiate che a volte appaiono quasi riluttanti a esercitare i loro diritti e molto sensibili alle esigenze dei condannati spesso loro dipendenti e amministratori”, ha sottolineato nella sua relazione il procuratore Rossella Scerbo.

“La Procura – ha aggiunto – ha dedicato molte energie all’attività di vigilanza e di consulenza sull’esecuzione delle sentenze di condanna”. Resta invariato il trend delle denunce ma, spiega il procuratore Scerbo, “un dato significativo è quello della ricorrente latitanza delle amministrazioni danneggiate nonché dei revisori dei conti, comportamento da censurare perché in violazione di specifici obblighi di denuncia”. Sono 3267 le istruttorie pendenti, oltre mille fascicoli per ciascun magistrato. “La percentuale di scopertura della pianta organica – ha sottolineato Rossella Scerbo – non ha uguali negli altri uffici regionali”.