‘Ndrangheta, catturato in Germania il latitante Emanuele Cosentino

Carlomagno campagna ottobre 2018

Arresto latitante Cosentino
E’ stato catturato nel pomeriggio in Germania il latitante Emanuele Cosentino, 32 anni, ritenuto elemento di spicco della cosca “Gallico”, operante prevalentemente nell’area tirrenica reggina e con ramificazioni in ambito nazionale ed internazionale.

A eseguire l’arresto a Saarbrücken, la polizia tedesca insieme ai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria i quali erano da tempo sulle sue tracce.

Le attività d’indagine, condotte sotto la direzione della Dda reggina, hanno consentito di stringere il cerchio intorno al latitante dopo 10 mesi di approfondimenti investigativi – prima focalizzati su alcuni elementi della cosca d’appartenenza, poi concentrati sulla cerchia familiare – per cogliere elementi utili a ricostruire e monitorare il collaudato circuito che nel tempo gli ha assicurato la latitanza.

Emanuele Cosentino
Emanuele Cosentino tra i militari

Emanuele Cosentino è stato sorpreso per strada, nel centro cittadino, alla guida di un’autovettura con targa tedesca. Insieme a lui era presente la moglie Laura Nasso, che lo aveva recentemente raggiunto da Palmi, dove viveva con i loro cinque figli, uno dei quali nato durante la latitanza del padre.

La coppia non era armata e non ha opposto resistenza all’arresto. Indosso ad entrambi sono stati rinvenuti documenti d’identità con false generalità.

L’esito positivo dell’operazione è stato favorito, in maniera determinante, dalla cooperazione avviata con la polizia tedesca del Saarlander, sotto l’egida del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip), cooperazione che ha consentito di capitalizzare le acquisizioni investigative dei Carabinieri di Reggio Calabria.

Emanuele Cosentino, destinatario di mandato di arresto europeo emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria nel giugno del 2017, si era reso di fatto irreperibile dall’ottobre 2013, allorquando si era sottratto ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della Procura distrettuale, per i reati di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, medesimi reati per cui era ricercato in campo internazionale.

Nel tempo, gli sviluppi processuali hanno condotto ad una condanna, confermata in Appello, a oltre 7 anni di reclusione. L’uomo era stato recentemente inserito nell’elenco dei “Latitanti pericolosi”: come hanno documentato le indagini a suo carico, fin dall’anno 2004 ha assicurato un costante contributo alla cosca di appartenenza, da tempo egemone nel territorio di Palmi.

Dal 2011, dopo i provvedimenti cautelari che avevano raggiunto il presunto “reggente” del sodalizio, Domenico Nasso, Cosentino si era sostituito a quest’ultimo nella gestione delle attività estorsive, ricevendo da quest’ultimo le disposizioni che gli venivano comunicate tramite i familiari dal carcere.

Dopo l’inizio della latitanza, i Carabinieri hanno registrato l’attivismo di Cosentino fuori dal territorio italiano. La cattura di oggi ribadisce la dimensione transnazionale del fenomeno ‘ndranghetista, che – come emerso in numerose attività investigative della Dda reggina – si conferma in grado di alimentare e sostenere una rete di stabili relazioni e cointeressenze, funzionale a garantire tanto il reinvestimento dei proventi illeciti, quanto l’appoggio alla latitanza dei suoi affiliati più importanti.