‘Ndrangheta, decapitati i vertici della cosca Soriano di Filandari

Sette fermi dei carabinieri nel vibonese contro esponenti apicali della 'ndrina di Filandari. Escalation ripresa dopo scarcerazione boss per il controllo degli affari illeciti. Pianificato attentato a Caserma CC

Carlomagno campagna ottobre 2018

operazione cacciatori viboI Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia e della Compagnia cittadina hanno eseguito stamane un provvedimento di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nei confronti di 7 persone ritenute esponenti apicali della famiglia ‘ndranghetistica dei “Soriano” di Filandari.

Le indagini sono state avviate in risposta alla forte recrudescenza criminale registrata dopo la scarcerazione di Leone Soriano, 52enne di Pizzini di Filandari, ritenuto al vertice dell’organizzazione e detenuto sino allo scorso settembre.

Nel territorio dei Comuni di Filandari e Ionadi, negli ultimi mesi sono stati perpetrati una serie ininterrotta di danneggiamenti mediante esplosione di colpi d’arma da fuoco e il lancio di una bomba artigianale nonché l’incendio di mezzi industriali e autovetture private. Di particolare rilevanza la ripresa di atti minatori e danneggiamenti nei confronti di un noto imprenditore della Provincia, già vittima in passato di altre intimidazioni.

L’azione criminale del sodalizio si è concretizzata in un’escalation di atti intimidatori sino a giungere alla pianificazione di un attentato alla locale caserma dei Carabinieri mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco o il lancio di un ordigno esplosivo.

La sequenza delle intimidazioni rientra in una strategia di riappropriazione del territorio nell’ambito della quale è emerso il proposito di un agguato nei riguardi del capo cosca rivale, il pluripregiudicato Giuseppe Antonio Accorinti, di Zungri.

L’operazione segue direttamente l’arresto operato sempre dai Carabinieri, già un mese fa, di Giuseppe Soriano, nipote di Leone Soriano, trovato in possesso di un ingente quantitativo di stupefacente e di munizioni nonché lo scorso anno il ritrovamento di un piccolo arsenale di kalashnikov, pistole e bombe a mano.

Tra i 7 colpiti dal provvedimento c’è anche un esponente di spicco della famiglia ‘ndranghetista Mancuso di Limbadi, il quale, secondo l’accusa, avrebbe partecipato e fornito supporto per la commissione dei gravi reati accertati ed anche il furto in danno di una gioielleria di Nicotera avvenuto lo scorso gennaio.

Oltre a Leone Soriano, fermati alcuni componenti della sua famiglia come i nipoti Giuseppe e Caterina Soriano, la cognata Graziella Silipigni, madre dei due giovani. Fermati anche Giacomo Cichello di Filandari; Francesco Parrotta, Luca Ciconte e Emanuele Mancuso, persona già nota alle forze dell’ordine e figlio del boss Pantaleone detto ‘L’ingegnere”.