Jonny, chiesto il processo per 108 persone, tra cui Sacco e don Scordio

L'operazione scattata a maggio 2017 svelò gli interessi del clan Arena nel centro di accoglienza migranti di Isola Capo Rizzuto

Carlomagno campagna ottobre 2018
Leonardo Sacco don Edoardo Scordio
Leonardo Sacco e don Edoardo Scordio

La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati nella maxi inchiesta “Jonny” che svelò le infiltrazioni dei clan crotonesi della ‘ndrangheta nella gestione del centro d’accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Isola Capo Rizzuto (Crotone).

Sono 108 le persone che finiranno davanti al gup distrettuale di Catanzaro. Tra loro anche l’ex governatore della Misericordia di Isola e della Confraternita Interregionale della Calabria e Basilicata, Leonardo Sacco, ed il parroco del paese del crotonese don Edoardo Scordio.

Durante l’udienza preliminare gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalità mafiose. Secondo l’accusa, il Cara di Isola era diventato il “bancomat” della cosca Arena che è egemone in tutto il crotonese.