Mareggiata, Orsomarso: “Chiedere subito lo stato di calamità”

Si stimano danni per milioni di euro dopo la mareggiata. Da Scalea fino al litorale lametino il mare ha distrutto strade, marciapiedi e strutture balneari

Carlomagno Lancia Ypsilon ibrida Giugno 2021
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mareggiata costa tirrenica Si stimano danni per milioni di euro dopo la mareggiata che ha devastato la costa tirrenica cosentina e catanzarese. Ingenti i danni da Scalea fino al litorale lametino dove il mare ha distrutto strade, marciapiedi e strutture balneari, allagando e danneggiando abitazioni costruite in prossimità delle spiagge.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Fausto Orsomarso chiede alla giunta regionale  guidata da Mario Oliverio di attivarsi “tempestivamente per chiedere e ottenere il riconoscimento dello stato di calamità”.

“Al tempo stesso, – spiega l’esponente politico – è necessario che gli organi competenti seguano l’iter con particolare attenzione e costanza, perché, diversamente, si rischierebbe di veder riconosciuto sì lo stato di calamità, ma con il rischio che i fondi occorrenti al ristoro dei danni patiti, soprattutto, dagli operatori balneari, potrebbero non arrivare in tempi brevi, come già accaduto con eventi straordinari, quali le alluvioni, le gelate e la siccità, per i quali ancora, dopo anni, non si sa quando i fondi saranno corrisposti ai danneggiati. A tal proposito, insieme a Wanda Ferro,  chiederemo un intervento in via urgenziale, al Governo regionale, affinché stanzi subito un contributo a favore dei danneggiati, nelle more del procedimento di cui sopra”.

Il consigliere coglie l’occasione “per esprimere tutta la mia solidarietà agli amici della Riviera dei Cedri e di tutto il Tirreno Cosentino, a chi ha patito danni, a chi era già pronto ad accogliere i primi turisti per le festività pasquali, a chi ogni giorno cura e migliora l’aspetto delle nostre coste e i servizi da offrire agli ospiti. Solleciterò personalmente ogni possibile intervento, dobbiamo essere uniti, perché la stagione estiva è alle porte e i nostri balneari non devono essere lasciati soli”.

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