Caso Fallara, Scopelliti si è costituito. Ira di Santelli: “Condanna ingiusta”

L'ex governatore si è presentato stamani presso il carcere di Arghillà per scontare la pena a 4 anni e 7 mesi. La condanna, definitiva, pronunciata ieri dalla Cassazione

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Giuseppe Scopelliti
Giuseppe Scopelliti

L’ex governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, si è costituito stamani nel carcere di Arghillà a Reggio Calabria per scontare la pena inflittagli dalla Corte della Cassazione (4 anni e 7 mesi di reclusione) per il cosiddetto caso Fallara, processo scaturito dalle parcelle d’oro ai tempi in cui Scopelliti era sindaco di Reggio Calabria. La condanna è definitiva.

L’ex governatore, secondo quanto appreso, è stato accompagnato in auto da un parente all’istituto penitenziario – che si trova in una zona collinare alla periferia nord di Reggio Calabria – poi, da solo, si è presentato al cancello. Qui gli agenti della Polizia penitenziaria lo hanno riconosciuto e fatto entrare per il disbrigo delle pratiche.

Nella sentenza emessa ieri la Cassazione ha ridotto di 5 mesi la condanna a Scopelliti per la prescrizione dell’accusa di abuso di ufficio. Con questa decisione la Suprema Corte ha sostanzialmente confermato il verdetto emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria il 22 dicembre 2016 che aveva ridotto da 6 a 5 anni la condanna per l’ex sindaco. I Supremi giudici inoltre hanno sostituito l’interdizione perpetua dai pubblici uffici con l’interdizione per soli cinque anni.

Santelli: “La condanna di Scopelliti è un orrore giuridico”

Intanto la parlamentare di Forza Italia, Jole Santelli ha affermato che “la condanna inflitta a Peppe Scopelliti è un orrore giuridico: 4 anni e sette mesi per falso in atto pubblico, per la redazione del bilancio comunale, inflitti a un sindaco, è una decisione che non ha precedenti nel nostro Paese”, spiega.

“Nel prendere atto di una sentenza definitiva – prosegue Santelli -, non possiamo però non esprimere il dissenso verso una condanna che ci appare ingiusta, che costituisce un vulnus fra la funzione amministrativa e quella politica così come delineata dalla legge Bassanini. E’ pertanto una brutta pagina per la giustizia italiana quella che si è scritta”, ha concluso la coordinatrice regionale di FI.

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