Legale famiglia Vinci: Esposto per mancata scorta madre coraggio

Carlomagno Faro istituzionale
La Signora Rosaria Scarpulla, madre di Matteo Vinci, vittima dell'autobomba a Limbadi
La Signora Rosaria Scarpulla, madre di Matteo Vinci, vittima dell’autobomba a Limbadi

“Questa mattina, a nome della Signora Rosaria Scarpulla, ho provveduto a depositare, presso la Procura della Repubblica di Vibo Valentia, un esposto denuncia contro il Prefetto pro tempore di Vibo Valentia Guido Longo, il ministro pro tempore degli Interni Marco Minniti e tutti i soggetti che compongono la catena di comando che fa capo al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica”.

Lo rende noto l’avvocato Giuseppe De Pace, legale della famiglia di Matteo Vinci, il giovane morto lo scorso 9 aprile a Limbadi in seguito allo scoppio di una bomba piazzata all’interno della sua vettura. “Sono trascorsi quasi due mesi – scrive – dal vile attentato terroristico mafioso che ha stroncato la vita di Matteo e ha causato lesioni gravissime a suo padre, Francesco Vinci, ancora ricoverato in terapia intensiva presso l’ospedale di Palermo nel reparto grandi ustioni. Durante tutto questo tempo ho ripetutamente sollecitato, con incontri diretti e continui, lunghe telefonate e appelli attraverso i mezzi di stampa, tutti i soggetti sopra citati, e che oggi mi vedo costretto a chiamare in sede penale, affinché fosse assegnata la scorta alla Signora Scarpulla, coraggiosa madre e testimone di giustizia che a viso scoperto ha denunciato la famiglia Mancuso-Di Grillo per i tanti avvertimenti, angherie e azioni violente, l’ultimo dei quali – scrive – proprio cinque giorni fa, che lei e i suoi familiari subiscono da diversi anni nonché quale presunta mandante della strage che ha ucciso suo figlio e gravemente ferito suo marito”.

“In un quadro così delineato – continua – appare di lampante evidenza che la mia assistita si trovi in uno stato di imminente, concreto e attuale pericolo di vita, così come recentemente sottolineato anche dal Codacons che, proprio qualche giorno fa, ha presentato un esposto in Procura affinché vengano al più presto individuati e puniti tutti i soggetti che, sino a oggi, avrebbero omesso di compiere atti, per legge obbligatori, necessari a garantire tutela alla famiglia Vinci-Scarpulla. La signora Rosaria – conclude l’avvocato – ha il diritto di ricevere la giusta protezione mentre è ancora in vita, non ha bisogno di eventuali riconoscimenti e onorificenze post mortem conferiti da uno Stato incapace di tutelarne l’incolumità nel momento del bisogno”.

“La Prefettura di Vibo Valentia ribadisce che nei confronti della signora Rosaria Scarpulla sono state immediatamente adottate le misure tutorie ritenute congrue dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto”. Lo si legge in un comunicato diffuso dalla prefettura dopo la presentazione della denuncia. “Si evidenzia – continua la nota – che al Ministro dell’Interno non compete l’adozione delle misure tutorie che, si ripete, vengono disposte in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica. Si continua a seguire con particolare attenzione – si precisa infine – gli sviluppi della vicenda”.