Omicidio Sacko, Pontoriero non tollerava “passaggi” dal suo terreno

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L'arresto di Antonio Pontorieri
L’arresto di Antonio Pontorieri

Non avrebbe tollerato che nell’area dell’ex fornace di San Calogero qualcuno potesse prelevare delle lamiere passando dal suo terreno. Sarebbe questo l’ipotetico movente dell’omicidio di Soumayla Sacko, il 29enne migrante del Mali con regolare permesso di soggiorno ucciso con una fucilata il 2 giugno, costato oggi l’arresto con l’accusa di omicidio e detenzione illegale di arma da fuoco, ad Antonio Pontoriero, 43 anni, di San Calogero, che si trova rinchiuso nel carcere di Vibo Valentia.

A spiegare i dettagli dell’attività investigativa sono stati il comandante provinciale dei carabinieri di Vibo, Gianfilippo Magro, ed il maggiore Valerio Palmieri alla guida del Nucleo Investigativo. Il 5 maggio scorso una telefonata ai carabinieri aveva segnalato prelevamento di lamiere dall’ex fornace di San Calogero.

Sul posto, i militari avevano trovato Antonio Pontoriero, proprietario di un terreno posto accanto all’ex fornace, sotto sequestro dal 2011, per l’interramento di rifiuti pericolosi. Da qui l’immediato collegamento al 2 giugno all’atto del fatto di sangue sul quale hanno reso importanti dichiarazioni i compagni di Soumayla Sacko che si trovavano con lui al momento degli spari.

I riscontri dei carabinieri e l’attività tecnica di indagine ha fatto il resto permettendo di arrivare al presunto assassino. Pontoriero è accusato di aver aperto il fuoco appostandosi dal suo terreno per allontanarsi poi a bordo di una Fiat Panda.

L’uomo era stato dapprima indagato per sottoporlo a esame dello “stub”, accertamento non ripetibile teso a rilevare tracce da sparo sulle mani e sui vestiti. I risultati non sono ancora pronti e sono attesi dagli inquirenti vibonesi. L’esito dello stub è cruciale perché dirà se è stato Pontoriero a sparare.

Il colonnello Magro: “Immediata risposta dallo Stato”

“Abbiamo dato una risposta immediata ad un grave fatto di sangue, avvenuto in un territorio difficile ma controllato dall’Arma che è riuscita tempestivamente a risalire all’autore del fatto di sangue grazie alla perfetta sinergia fra i comandi provinciali di Vibo Valentia e Reggio Calabria. Già la sera dell’omicidio abbiamo effettuato dei sequestri importanti ed ulteriori accertamenti sono in corso da parte dei carabinieri del Ris”, ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia, Gianfilippo Magro in conferenza stampa.

“Abbiamo riscontri precisi – ha detto ancora il colonnello – grazie alle dichiarazioni testimoniali dei compagni di Sacko e grazie alle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza. Perfetta è stata la sinergia fra la Tenenza di Rosarno, i carabinieri della Stazione di San Calogero e della Stazione di San Ferdinando, sede della tendopoli dove dimorava Soumayla Sacko. La Procura di Vibo ha ravvisato per Antonio Pontoriero il pericolo di fuga e da qui il fermo di indiziato di delitto”.

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