Caso Lucano, il gip: Nell’inchiesta “errori marchiani”. I NOMI dei 31 indagati

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Mimmo Lucano
Il sindaco di Riace Mimmo Lucano

Sono in tutto trentuno gli indagati nell’inchiesta della procura di Locri che ha portato agli arresti domiciliari il sindaco di Riace Domenico (Mimmo) Lucano e al divieto di dimora nel territorio riacese per la sua compagna, Tesfahun Lemlem.

Il gip del tribunale di Locri, Domenico Di Croce, non ha ravvisato le esigenze cautelari richieste dal pm per altre persone coinvolte a vario titolo nell’operazione Xenia.

Su 9 capi di imputazione, il giudice ha valutato di contestarne solo due per il sindaco Lucano in cui si ipotizzano i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (i matrimoni combinati tra riacesi e immigrate, ndr) e presunti illeciti sull’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti.

Nell’inchiesta “vi sono errori grossolani”, ha scritto il gip nelle 132 pagine dell’ordinanza. Errori che tali “da pregiudicare irrimediabilmente l’impianto accusatorio” che poteva reggere per gran parte degli indagati se non vi fossero state “inesattezze marchiane”.

Ad esempio sulla presunta truffa aggravata nella gestione di Sprar e Cas intorno a cui sono girate cifre da capogiro nelle cooperative che gestiscono la cosiddetta accoglienza: in totale 10.227.494,60 euro.  Per il giudice non ci sarebbero documenti a supporto della richiesta del pm. Contestazioni “indimostrabili” e “inutilizzabili”, oppure “sfornite di precisi riscontri”, si legge ancora nell’ordinanza.

ordinanza riace arresto Lucano

Analoghi “errori”, per il giudice, sarebbero stati commessi nell’ipotesi di concussione, il capo d’accusa “più grave” formulato dal pm, e che riguarda presunti illeciti del sindaco con i vertici dell’associazione “Città Futura”, guidata da Ferdinando Antonio Capone, indagato nel procedimento.

Indagini pregiudicate dalla comunicazione agli indagati – Intanto la Procura, che ha annunciato ricorso all’ordinanza del gip, continua a lavorare e segreta le indagini. Posto che “sono in corso attività di indagine certamente pregiudicata dalla comunicazione dell’esistenza del procedimento penale agli indagati richiedenti” decreta “il segreto dell’iscrizione e dispone che per gli indagati “Non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione”.

Questi gli indagati

1 Domenico Lucano, nato a Melito di Porto Salvo il 31 maggio 1958 (arresti domiciliari)
2 Gianfranco Musuraca, (Locri 1976),
3 Fernando Antonio Capone, (Locri 1966),
4 Jerri Cosimo Ilario Tornese, Melito di Porto Salvo (1976),
5 Antonio Santo Petrolo, (Locri 1966),
6 Giuseppe Sgrò, (Riace 1954),
7 Nicola Audino, Locri (1969),
8 Domenico Latella, (Melito di Porto Salvo 1967),
9 Annamaria Maiolo, (Siderno 1959),
10 Renzo Valilà, Locri 1970),
11 Salvatore Romeo, (Locri 1977),
12 Maria Taverniti, (Riace 1964),
13 Oberdan Pietro Curiale, (Varallo 1983),
14 Cosimina Ierinò, (Riace 1961),
15 Lemlem Tesfahun, (Etiopia 1982), [divieto di dimora a Riace]
16 Abeba Abraha Gebremarian, (Sudan 1980),
17 Giuseppe, detto “Luca”, Ammendolia, (Reggio Calabria 1976),
18 Valentina Micelotta, Cinquefrondi (1993),
19 Prencess Daniel, (Ghana 1987),
20 Oumar Keita, (Costa d’Avorio 1986),
21 Assan Balde, (Senegal 1985),
22 Filmon Tesfalem, (Eritrea 1988),
23 Cecilia Piscioneri, (Caulonia 1964),
24 Alberto Gervasi, (Riace 1951),
25 Cosimo Damiano Musuraca, (Locri 1977),
26 Pasquale Valenti, (Bivongi 1964),
27 Nabil Moumen, (Marocco 1984),
28 Rosario Antonio Zurzolo, (Siderno 1977),
29 Maurizio Senese, (Catanzaro 1963),
30 Maria Caterina Spanò, (Locri 1972)
31 Domenico Sgrò, (Catanzaro 1990).