Da Reggio a Cosenza, al Raganello fino a Lamezia, le alluvioni killer

Oltre mezzo secolo di drammi nella regione più dissestata d'Italia. Da Africo, Soverato sino al nubifragio di Rossano. Quando nel '59 esondò il fiume Crati

Carlomagno campagna novembre 2018

alluvioni in calabriaAlluvioni, frane, devastazioni, danni ingenti e tanti morti. La storia antica e recente della Calabria è un lunghissimo e drammatico rosario di dolore: sono innumerevoli nella regione le tragedie causate dal maltempo, un elenco infinito che oggi purtroppo si aggiorna con le giovani vittime trovate nell’area di Lamezia Terme, Stefania Signore e uno dei suoi due figli, un bambino è ancora disperso.

Soltanto un mese e mezzo fa la Calabria era rimasta sconvolta per la strage delle Gole del Raganello, alle falde del Pollino, in provincia di Cosenza, con 10 escursionisti travolti e uccisi dall’ondata di piena di un torrente.

Un shock per una terra segnata indelebilmente da altre grandi tragedie fin dagli anni ’50. Storici e studiosi infatti ricordano la terrificante alluvione che a metà ottobre del 1951 colpì la provincia di Reggio Calabria e, in particolare, la Locride, provocando oltre 60 morti e distruggendo centri come Platì e Africo, che divenne un “paese fantasma” al punto da dover essere ricostruito sulla costa.

E, a distanza di due anni, un’altra eccezionale ondata di maltempo flagellò il territorio di Reggio Calabria, dal capoluogo all’entroterra, e buona parte della Calabria centrale: una ventina furono le vittime censite a Reggio Calabria, oltre a 500 case distrutte e 4000 sfollati.

Nel novembre del 1959, a Cosenza un violento nubifragio mise in ginocchio la città dei Bruzi. Le abbondanti precipitazioni provocarono l’esondazione del fiume Crati con ingentissimi danni e un bilancio di tre vittime e numerosi feriti.

In tempi più recenti, la Calabria ha registrato molte altre gravissime tragedie, spesso caratterizzate da un numero molto alto di vittime. Il 14 ottobre 1996 l’esondazione del fiume Esaro e del torrente Passovecchio spezzò in due Crotone provocando sei vittime. Particolarmente struggente quello che avvenne poco meno di quattro anni dopo, a Soverato (Catanzaro), il 10 settembre 2000, con l’esondazione del torrente Beltrame che spazzò un camping in cui si trovavano disabili in vacanza, causando la morte di 13 persone (di una delle vittime, Vinicio Caliò, giovane volontario di Catanzaro, non è mai stato recuperato il corpo).

E il 3 luglio 2006 un violento nubifragio si abbattè su Vibo Valentia: nel giro di pochi minuti la pioggia invase il centro e la zona marina, i morti furono quattro, tra cui un bambino di 15 mesi. Non hanno fatto registrare vittime, ma danni gravissimi, poi, le recenti, eccezionali alluvioni che, nell’agosto del 2015, hanno messo in ginocchio la Sibaritide, in particolare i centri di Rossano e Corigliano, e ancora la Locride nel novembre 2016. E nell’immaginario collettivo dei calabresi restano le drammatiche pagine di Cavallerizzo di Cerzeto, con una frana che nel 2005 ha praticamente raso al suolo il paese , e l’impressionante mottamento, ripreso anche dalle telecamere di una troupe televisiva, che nel 2010 si abbattè su Maierato.