Chi è Giuseppe Galati, il potente politico arrestato dalla DDA

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Giuseppe Pino GalatiPiù volte parlamentare e per due volte sottosegretario nel secondo e terzo governo Berlusconi, Giuseppe Galati – il politico arrestato stamani dalla Finanza nell’ambito di una inchiesta dalla Dda di Catanzaro -, è stato da sempre solido punto di rifermento del centrodestra catanzarese e calabrese, con influente amicizie ai piani alti della politica romana.

L’esponente politico, fedelissimo di Berlusconi e di Denis Verdini, ha mosso i primi passi da giovanissimo nelle file della Democrazia Cristiana, ma dopo Tangentopoli, – sgretolato lo scudocrociato -, Pino, così come lo chiamano, era approdato prima nei centristi (Ccd-Udc), poi con Forza Italia – Popolo della Liberta per finire ai verdiniani di Ala, alcuni dei quali alle ultime elezioni politiche erano confluiti in “Noi per l’Italia”. Proprio a marzo Galati, candidato al Senato con gli alleati minori del centrodestra, non ha centrato più la sua rielezione per le irrisorie percentuali del nuovo soggetto centrista.

I primi guai giudiziari per Galati arrivano nel 2016. In una inchiesta della Dda di Reggio Calabria, gli inquirenti chiesero l’arresto del politico catanzarese, per corruzione aggravata dalle modalità mafiose, ma il gip lo negò per mancanza di gravi indizi. L’indagine, in codice Alchemia, sfociò per lui in una archiviazione del giudice su richiesta della stessa procura.

Un’altra inchiesta della procura di Catanzaro, a primavera 2018, più “leggera” rispetto ai reati che gli vengono contestati oggi, è quella che lo vede indagato per peculato e abuso d’ufficio in merito al crac della fondazione Calabresi nel Mondo di cui Pino Galati è stato fondatore e presidente fino al 2015. Secondo l’accusa Galati si sarebbe auto liquidato indebite indennità e avrebbe assunto numerose persone a lui vicine “a fini clientelari”.