Cosenza, le mani dei clan (politici) su Piazza Bilotti. TUTTE LE INTERCETTAZIONI


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piazza bilotti oliverio bossio adamo occhiuto barbieri Volevano tenere la città nel caos, bloccando piazza Bilotti, per meri interessi politici e ambizioni personali i potentati politici cosentini del calibro di Mario Oliverio, Nicola Adamo, Enza Bruno Bossio (PD) e lo stesso Mario Occhiuto, sindaco forzista di Cosenza.

E’ questo l’inquietante (ma non inedito) spaccato che emerge dall’inchiesta della Dda “Lande desolate” con cui ieri il gip distrettuale di Catanzaro ha disposto sedici misure cautelari, fra cui l’obbligo di dimora per il governatore della Calabria Mario Oliverio. Sinistra e destra “uniti” di giorno a dispensarsi sorrisini e pacche sulle spalle, salvo di notte tramare e ordire “trappole” reciproche senza interessarsi del bene della collettività.

Interessi, per gli esponenti del Pd, a far sfigurare davanti ai cosentini l’allora candidato sindaco del centrodestra ed evitare con tutti i mezzi che Occhiuto potesse trarre vantaggi elettorali dall’opera in costruzione e quasi completata.

Siamo al 6 febbraio del 2016. Il primo cittadino di Forza Italia è stato appena sfiduciato per le dimissioni di massa di diciassette consiglieri. Decisivi per la decandeza del consiglio comunale, le firme di due consiglieri di maggioranza: l’allora presidente del consiglio comunale Luca Morrone e il “morroniano” Pino Spadafora. Alla scadenza naturale mancavano 4 mesi.

Una strategia politica, quella dell’opposizione di centrosinistra, che aveva come unico scopo la volontà di rimettere le mani sulla città per tornare agli “affari”, che a Cosenza come altrove significano gestire gli appalti, assegnare concessioni, dare permessi a costruire e ovviamente fare clientele.

Il cantiere era stato aperto da tre anni e Occhiuto, nei suoi piani, intendeva spendersi Piazza Bilotti alla scadenza naturale del mandato. Vuoi mettere presentarsi alle elezioni con un bilancio scarno piuttosto che con una mega opera di quella portata?, si saranno chiesti.

Dopo il commissariamento di febbraio inizia tra le fazioni politiche la “guerriglia” elettorale per delegittimarsi a vicenda. Nel Pd sono preoccupati, però, che l’avversario azzurro possa fare un figurone davanti agli elettori con la piazza bella e pronta, quindi riconquistare (come poi avvenne), la loro fiducia.

Il primo candidato a sindaco del Centrosinistra è Lucio Presta, il manager dei vip che visto l’andazzo e (gli intrallazzi) ha inventato una scusa e si è ritirato a Roma. A succedergli, Carlo Guccione, consigliere regionale che accettò suo malgrado una sfida tardiva e molto difficile. Accanto a lui, nei quartieri di Cosenza, Oliverio, Adamo e la stessa Bossio che più che aiutarlo lo hanno fatto precipitare.

E allora, annota la Dda, inizia una serie di contatti tra Barbieri e Oliverio, con il governatore che chiede perentoriamente al direttore dei lavori della ditta di costruzioni, Francesco Tucci, di fermare o comunque rallentare i lavori al fine di danneggiare il candidato Occhiuto. Oliverio, potente presidente della Regione, è l’unico in grado di esercitare quel tipo di pressioni perché detiene le chiavi della “cassaforte” della regione.

In cambio, secondo l’accusa, Oliverio infatti si adoperava per lo stanziamento di ulteriori finanziamenti da destinare al gruppo Barbieri per lavori in corso a Lorica. La giunta regionale con propria delibera (la numero 159/2016) stanzia un importo di 4,2 milioni.

Una montagna di soldi che sarebbero stati “distratti a danno della Regione Calabria” e dei contribuenti, con un duplice scopo: il primo creare ostacolo a Occhiuto, il secondo andare a rimpinguare le casse dissestate della Barbieri costruzioni che in quelle condizioni aveva, incredibilmente, vinto ben tre gare milionarie.

In realtà il progetto per la funivia di Lorica andava bene così com’era ma per “giustificare” i 4,2 milioni in più ai piani alti della Cittadella si sarebbero inventati “lavori integrativi e complementari all’opera principale”. Il tutto avviene con l’aggravante, per il solo Barbieri, di incamerare quattrini ed agevolare la cosca Muto di Cetraro che sul territorio possiede una infinità di attività economiche ritenute illecite.

Le interferenze incrociate da destra e sinistra

Dalle intercettazioni e scambio di SMS emerge dunque un “patto” della politica a frenare l’opera. Siamo a marzo 2016. In una lunga intercettazione tra il direttore dei lavori Francesco Tucci e Gianluca Guarnaccia, dipendente della stessa ditta, emergono interferenze politiche incrociate su piazza Bilotti. Come dire, pressioni sia da destra che da sinistra con i dipendenti di una ditta in odor di mafia che si spingono ad affermare che i politici sono peggio dei delinquenti.

Secondo quanto ricostruito, è  Francesco Tucci a riferire che Mario Occhiuto, da pochi giorni dichiarato decaduto dalla carica di Sindaco di Cosenza, gli aveva chiesto di rallentare i lavori di Piazza Bilotti per evitare che l’opera potesse essere inaugurata dal Commissario Prefettizio, nominato per governare l’ente sino alle elezioni di giugno, ma non mancava di evidenziare che la stessa richiesta, per finalità politiche opposte, gli era pervenuta dal Presidente della Regione, Mario Oliverio.

L’ex consigliere del Pd, Nicola Adamo, riferisce sempre Tucci citato nell’ordinanza, avrebbe  chiesto notizie sullo stato dell’opera e questi si sarebbe dovuto addirittura giustificare spiegando al politico che “il dinamismo in cantiere serve per arrivare al minimo dello Stato di avanzamento lavori (Sal). Poi si fa come detto…già concordato. A presto”, scrive in un Sms.

A proposito dei sopralluoghi sul cantiere in un altro messaggino a Tucci, captato dalla Guardia di finanza, la parlamentare del Pd Enza Bruno Bossio scrive: “Non credo che dovresti fare entrare Fresca e Occhiuto sul cantiere”. Per Fresca si intende Giulia, ex assessore di Occhiuto alla Riqualificazione e mobilità poi entrata in rotta di collisione col sindaco di FI.

Il messaggio della Bossio, che viene intercettata “casualmente” (per i parlamentari ci vuole l’autorizzazione della Camera di appartenenza, ndr), è interposta persona, quindi direttamente dal Presidente Oliverio: (“…me lo ha fatto dire dal Presidente, io ho avuto una riunione con il Presidente ed il Presidente m’ha detto “ti devi fermare su Piazza Bilotti”).

Anche a Cosenza, dunque, come a Scalea e in Sila esiste una “landa desolata”, dove imperversano i “clan”, non solo mafiosi ma soprattutto politici.

Le intercettazioni

L’ammissione di Tucci per rallentare i lavori: Una richiesta “bipartisan”

Tucci ammette di aver già dato disposizioni per rallentare i lavori  (ordinando al subappaltatore Franco Rubino di inviare solo una squadra di operai sul cantiere di Piazza Bilotti e di dedicarsi al rifacimento di una strada laterale giusto per arrivare allo Stato di avanzamento lavori “Sal”) ma confida di sentirsi pressato, quasi “costretto” ad assecondare la richiesta “bipartisan” della politica (“ti ricattano, tu ci chiedi un favore a loro e loro subito ti ricattano”) per non subire ritorsioni.

Le intercettazioni tra Francesco Tucci e Gianluca Guarnaccia. 

Tucci: cioè Occhiuto non vuole che si finisce, no dice…ha detto Occhiuto meglio
Guarnaccia: inc.
Tucci: l’inaugurazione la fa n’altro, perché la deve fare, la deve fare il Commissario.

Tucci: hai capito, almeno lui ha detto così, poi magari cambierà strategia, ma siccome le due strategie collimano no, io ho pigliato e gli ho detto si a quell’altro, al Presidente della Regione…”dici ma io che cazzo devo fare, te, guarda l’sms che ho Nicola (ndr: Adamo), io gli ho dovuto scrivere il dinamismo in cantiere serve per arrivare al minimo”… “Poi si fa come detto, già concordato che non lo voglio nemmeno scrivere” […] E se “questi i soldi non te li fanno avere, e l’hanno dimostrato.., che fai? Te li vuoi inimicare?
Guarnaccia: assolutamente no

Tucci: ehe, e allora dobbiamo decidere una cazzo di strategia, glielo sto dicendo a questo (BARBIERI), anche perché in questo momento che tu ti rallenti un poco OCCHIUTO, gli dici non tengo soldi, cioè Lui ora vuole semplicemente che tu togli questa recinzione e che la gente comincia a vedere che più o meno ha…non è che ti devi fermare no, però a coso digli di mettere una sola squadra, a come si chiama?
Guarnaccia: a Rubino

Tucci: a Rubino, fagli fare questa strada, ora sulla piazza siete fermi? Fagli fare la strada, perché la strada la dobbiamo aprire al traffico no? e basta, allora la strategia qual è? arrivare al SAL assolutamente, cascasse il mondo, perché io ho detto che devo arrivare al SAL,……… ma io questo perché non glielo posso dire per telefono a Giorgio? Non l’ho capito!
Guarnaccia: lascia stare, tanto giovedì è qua.

Tucci: allora se Lui ti dice sì al prolungamento Lorica-Camigliatello, ti dice si a cosa, al ristorante e all’albergo nuovo no? tu ti pigli poi qua a Piazza Bilotti e ci fai entrare a Occhiuto? Gli ho detto Fresca non deve più entrare in cantiere, gli ho detto ad Enza (ndr: Enza Bruno Bossio) “a Occhiuto io non glielo posso dire non entrare in cantiere”  come glielo dico? Sentiamo? Come cazzo glielo dico?
Guarnaccia: eh, ehe

“Questi politici sono come i delinquenti, ti ricattano”

Tucci: ma guarda che questa è curiosa, pure questa, questi sono come i delinquenti, ti ricattano, tu ci chiedi un favore a loro e loro subito ti ricattano, dimmi io che cazzo devo…tiè (ndr: Tucci legge a Guarnaccia un messaggio sul suo telefono) “alla Fresca (l’ex assessore Giulia, ndr) hanno già detto di non entrare per non metterci in difficoltà, pensa che io l’ho detto anche a CIRO’ (Giuseppe, ex consulente di Occhiuto, ndr) facendogli
capire che è esagerato e secondo me controproducente per Occhiuto è più difficile ho detto io e comunque raggiungiamo la quota minima del pagamento e poi andiamo avanti come d’accordo punto, l’ho detto anche a Nicola punto” che cazz…cioè di che stiamo parlando? Ma questo  per farti capire che questa qua mi stanno pressando davvero.
Guarnaccia: è chiaro.

In serata, TUCCI discute al telefono con BARBIERI della necessità di chiedere una proroga del termine finale dei lavori di piazza Bilotti, fissato al 31.3.2016, rispetto al quale erano già in ritardo – cosa che già andava  incontro ai desiderata di Occhiuto e di Oliverio (“Però già tenendo questo ritmo sono tutti felici e contenti…”) – ma che sarebbe stata utile per poter intercettare i finanziamenti promessi da Oliverio su Lorica (“[..] una parentesi di 3 mesi, 4 mesi che ci serve ad hoc per quello che dobbiamo fare naturalmente!”).

In particolare, TUCCI torna a commentare “le pressioni” dei politici, specialmente quelle dei sodali del Presidente ed emergono indizi di come la richiesta di rallentare i lavori sul cantiere di piazza Bilotti fosse stata già veicolata da Nicola Adamo prima del 2.3.2016 ma, in occasione dell’incontro nel pub cosentino, personalmente dal Presidente Oliverio, ponendosi – in ragione della contestualità con la discussione dei progetti di Lorica ed alla luce del successivo scambio di sms fra Adamo, Bruno Bossio e TUCCI – in rapporto
di corrispettività finanziamenti

Tucci: quello che non t’ho raccontato, che è accaduto la settimana scorsa, sono due episodi per farti capire un attimino poi le strategie…
Barbieri: Si…si…
Tucci: …viene l’ex Sindaco, in cantiere, e mi dice “Ahh – dice – ma ormai, io sono contento che state andando avanti, però, sai, io non ho più l’interesse che voi finiate presto…perché…a questo punto perché deve inaugurare il commissario…?!”
Barbieri: Il commissario…
Tucci: …“inaugurerà il primo Sindaco!!”…il Sindaco è giusto che inauguri l’opera!
Barbieri: E va bene, però c’è un problema contrattuale anche!!, nel senso che mi
sembra…doveroso…
Tucci:eh, dall’altro abbiamo un problema contrattuale…invece, all’incontro
della…diciamo…

Tucci:allora, a quell’incontro lì, come tu sai, dice “Adesso lo puoi finire, adesso lo puoi finire!!”…quando invece usciamo dal convegno, dell’altro convegno che siamo andati alla birreria…
Barbieri: Si si si!!
Tucci:quello là (ndr: Nicola Adamo) mi ha detto “Ma tu là che stai facendo?!, stai facendo un casino, ti devi fermare…!!”

Barbieri: Ahhh…
Tucci: “Ma tu sei pazzo – dico – parla con l’amica tua, tua moglie (ndr: Enza Bruno Bossio), e vedi che mi ha detto il contrario!!”…“E quella che cazzo capisce, non capisce niente!!”
Barbieri: …(ride)…
Tucci: “…inc.…ma che cazzo gli hai detto?!” e quella gli ha detto “E vabbè oh, pensavo che…” “Nooo, ma che, le strategie le faccio io!!”, ha chiamato il capo là (ndr: Presidente Oliverio) e le ha detto “che te lo faccio dire da lui”…
Barbieri: Ahh, ok…
Tucci: E ha detto (ndr: Adamo rivolgendosi al Presidente Oliverio) “Senti, perché…ma scusami, l’altra volta dice che gli hai detto che andava bene…” e (ndr: il Presidente Oliverio) ha detto “Si, gliel’ho detto, ma perché tua moglie aveva detto così, c’erano 100 persone davanti, che facevo?!”…
Barbieri: Che facevo, la smentivo…?
Tucci:inc…(ndr: il Presidente Oliverio) “io la vedo come te, si deve fermare!!”
Barbieri: Ahhhh, ecco…!!
Tucci: E me l’ha detto, “ti devi fermare!!”…

Dino Granata

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