Su piazza Bilotti i veleni politici. Oliverio e Adamo: “Fermare i lavori”

Nell'inchiesta "Lande desolate" l'interesse della Sinistra a rallentare il cantiere per una "revanche" contro Occhiuto, che a sua volta voleva rallentarlo anche lui a fini elettorali.

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Mario Oliverio e Nicola Adamo
Mario Oliverio e Nicola Adamo

Non ci sono solo l’aviosuperficie di Scalea e l’impianto sciistico di Lorica al centro dell’inchiesta “Lande desolate” della Dda di Catanzaro, in cui è finito indagato per abuso d’ufficio il presidente della regione Calabria Mario Oliverio. Dagli atti emergono anche velenosi scontri politici tra sinistra e destra in merito alla realizzazione di Piazza Bilotti, i cui lavori erano stati affidati, come a Lorica e Scalea, all’impresa di Giorgio Ottavio Barbieri, ritenuto dagli inquirenti legato al clan Muto e testa di ponte con la politica che conta.

Sia il presidente Oliverio, che l’ex consigliere regionale Pd Nicola Adamo e la parlamentare dem Enza Bruno Bossio, non indagati nell’indagine, agli inizi del 2016 avrebbero esercitato pressioni per rallentare i lavori della piazza per una sorta di “revanche” nei confronti del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Il governatore Oliverio, avrebbe chiesto al direttore dei lavori della ditta Barbieri, Francesco Tucci, di non procedere spediti sul cantiere per “danneggiare” elettoralmente Occhiuto che era dato per favorito alle elezioni di giugno dello stesso anno.

Un input che Barbieri avrebbe interpretato come un ordine ben preciso da parte del governatore a fermare o rallentare il cantiere. In cambio Oliverio avrebbe elargito nuovi fondi alla holding calabro-laziale per l’impianto sciistico di Lorica con un finanziamento di circa 4,2 milioni di euro.

Ma secondo la Dda, vi sarebbe anche l’interesse di Mario Occhiuto, pure lui non indagato, affinché il commissario non collaudasse la piazza; un modo per “frenare” il completamento a fini elettorali: avrebbe voluto inaugurarla lui una volta rieletto sindaco. La piazza venne effettivamente inaugurata da Occhiuto nel dicembre 2016, a sei mesi dalle elezioni amministrative che lo incoronarono sindaco per la seconda volta. A essere sconfitto, Carlo Guccione, candidato del Pd sostenuto da Oliverio e Adamo.

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