Pamela Mastropietro, pentito calabrese conferma: “Fatta a pezzi da Oseghale”

Nuove rivelazioni nel processo a carico di Innocent per la morte della ragazza smembrata a Macerata. Marino ha raccolto le confessioni in carcere. "C'è dietro la Mafia nigeriana"

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Pamela Mastropietro
Pamela Mastropietro

C’è una confessione choc nell’atroce omicidio di Pamela Mastropietro, la diciottenne drogata, violentata, uccisa, fatta pezzi e rinchiusa in due trolley a Macerata nel 2018. A fornirla un (ex) pentito calabrese, Vincenzo Marino, ritenuto ex esponente di spicco del clan Vrenna-Corigliano-Bonaventura di Crotone, già coinvolto nel processo Aemilia.

Secondo quanto raccontato a “Quarto Grado”, Marino avrebbe incontrato Innocent Oseghale, il nigeriano imputato per la morte della 18enne romana, nel carcere di Ascoli Piceno. Sarebbe stato in cella che Oseghale avrebbe raccontato al collaboratore di giustizia la dinamica della morte della ragazza.

Il calabrese, che dopo i suoi primi racconti è diventato testimone dell’accusa in merito all’efferato delitto, lo ha raccontato ai giudici della Corte d’assise di Macerata a cui avrebbe consegnato una memoria. Oseghale, racconta Marino, “mi disse che la ragazza (dopo la “fuga dalla comunità”) arrivò a Macerata, ai giardini Diaz, e gli chiese un po’ di eroina”, ma lui aveva solo “erba” (marijuana, ndr). Così chiamò l’altro nigeriano Desmond Lucky, entrato in un primo momento nell’inchiesta.

Il pentito spiega che Pamela pagò la droga “con una collanina d’argento che le aveva regalato la madre”. Pamela sarebbe andata a comprare una siringa che pagò Oseghale perché la ragazza non aveva denaro. Per “ripagare” il nigeriano fece con lui ai giardinetti un primo momento di sesso orale.

Poi sono andati a casa, Oseghale, Desmond Lucky, la ragazza per consumare un rapporto a tre”, perché “Desmond Lucky e Oseghale volevano stare con la ragazza”, continua Marino. Oseghale “mi raccontò che Desmond si avvicinò per approcciarla e la ragazza lo respinse”, continua Marino, così il Lucky “gli diede uno schiaffo e la ragazza cadde a terra sbattendo la testa ad uno spigolo e svenne.

Poi Desmond Lucky se ne andò. Oseghale tentò di rianimarla con acqua sulla faccia per farla riprendere, e lei si riprese. Oseghale l’ha spogliata, era sveglia” ma aveva “gli occhi girati all’insù” e “hanno avuto un rapporto sessuale completo“. Lei, però, per lo schiaffo datole dal Lucky voleva chiamare o andare ai Carabinieri.

Dopo lo stupro “ragazza voleva andare via a casa a Roma perché aveva il treno, disse che se no l’avrebbe denunciato. Ebbero una colluttazione, si sono spinti, Oseghale le diede una coltellata all’altezza del fegato e dopo una prima coltellata Pamela cadde a terra”.

Pensando che fosse morta Oseghale andò prima ai giardini Diaz per chiedere aiuto a un connazionale poi “tornò a casa, convinto che la ragazza fosse morta e la squartò iniziando dal piede sinistro. La ragazza iniziò a muoversi e lamentarsi e le diede una seconda coltellata”, ha riferito Marino.

Pamela Mastropietro era ancora viva quando iniziò a farla a pezzi. Dopo “l’aveva lavata con la “varechina” (Candeggina Ace) perché così non si sarebbe saputo se era morta di overdose o assassinata. Disse che aveva un sacco in frigo dove mettere i pezzi, ma che non ci andavano e che l’ha dovuta tagliare e l’ha messa in due valigie”.

Chiamò un taxi, ma mentre era in auto “la moglie lo chiamava ed è andato nel panico”, ha proseguito il detenuto. Oseghale, conferma Marino, “non fece il nome di nessuno” su eventuali complici nell’omicidio ma “disse che era uno dei referenti dei nigeriani a Macerata, al livello sia di prostituzione che di stupefacenti”.

Nel corso della trasmissione è stata trasmessa un’altra testimonianza del pentito – ormai ex in quanto gli è stato revocato il programma di protezione – in cui parla della Mafia nigeriana. Secondo quanto è stato detto, sarebbe stata una banda ben organizzata, che in Italia gestisce il traffico di droga e prostituzione, ad architettare l’omicidio di Pamela, facendo intendere che Oseghale farebbe parte di questa organizzazione.

Innocent Oseghale, accusato del brutale omicidio di Pamela Mastropietro
Innocent Oseghale, accusato del brutale omicidio di Pamela Mastropietro