Blitz contro la ‘ndrangheta in Piemonte, arresti. Sequestrati 45 milioni

Un patto tra Mafia la 'ndrina dei Bonavota di Sant'Onofrio, radicato nell’area di Carmagnola. Al vertice, secondo la DDA ci sarebbero Salvatore e Francesco Arone e Antonino Defina.

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Blitz contro la 'ndrangheta in Piemonte, arresti. Sequestrati 45 milioni

Dalle prime luci dell’alba oltre 400 finanzieri del Comando Provinciale di Torino e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, unitamente a carabinieri del ROS di Torino, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino, sono impegnati in una vasta operazione nei confronti di un sodalizio di matrice ‘ndranghetista radicato sul territorio piemontese e collegato con i referenti delle strutture organizzative, insediate in Calabria, (il clan Bonavota di Sant’Onofrio) nella provincia di Vibo Valentia.

I militari stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torino a carico di 18 soggetti (di cui 17 in Italia e 1 già detenuto all’estero) responsabili a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alla produzione e al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, emissione di fatture per operazioni inesistenti e truffa.

Gli investigatori del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Torino hanno ricostruito l’operatività di una ‘ndrina esercitante un controllo capillare su un territorio che dal Comune di Carmagnola si estende sino ai confini della Provincia di Cuneo.

Dalle indagini è emersa anche l’esistenza di un sodalizio “allargato”, composto da cosche della ‘ndrangheta operative tra le province di Torino e di Cuneo che avevano stretto un patto di alleanza con esponenti di Cosa Nostra siciliana, attivi a Carmagnola.

In tal modo personaggi di spicco dei distinti contesti mafiosi hanno potuto gestire, di comune accordo, numerose attività illecite nei settori del traffico di stupefacenti e delle estorsioni.

Obiettivo della vasta operazione di polizia è anche il sequestro di numerosi immobili, società (finanziarie, immobiliari, concessionarie di autoveicoli, imprese edili), conti correnti e cassette di sicurezza per un valore complessivo pari a oltre 45 milioni di euro.

Oltre 60 le perquisizioni, nei confronti dei 35 responsabili complessivamente indagati, in diverse località delle province di Torino, Genova, Cuneo e Vibo Valentia, condotte con il supporto di unità cinofile, un velivolo delle Fiamme Gialle e mezzi tecnici dell’Esercito Italiano – 32° Reggimento Genio Guastatori di Fossano.

AGGIORNAMENTO

Quindici le persone finite in carcere nel corso dell’operazione “Carminius”. Quattordici di loro sono indagate per associazione a delinquere di stampa mafioso finalizzata alla produzione e al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, emissione di fatture per operazioni inesistenti e truffa.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Torino gli indagati sono legati alla ‘ndrina Bonavota, originaria della provincia di Vibo Valentia, ed erano attivi nell’area di Carmagnola.

Il gruppo sarebbe guidato da tre capi: Salvatore Arone di 60 anni, Francesco Arone (58 anni) e Antonino Defina (53 anni). Due uomini sono accusati invece di concorso esterno in associazione mafiosa: tra questi c’è il proprietario di due concessionarie di automobili. Il valore dei sequestri di società, conti correnti e cassette di sicurezza supera i 45 milioni di euro.

Secondo quanto emerso dalle indagini della Dda piemontese s’era un patto tra ‘ndrangheta e mafia nella gestione delle attività illecite tra la provincia di Torino e quella di Cuneo. Alcuni presunti esponenti legati alla ‘ndrina Bonavota e uomini di Cosa Nostra attivi a Carmagnola e in alcune zone del Cuneese si sono spartiti il traffico di stupefacenti, estorsioni e le videoslot con una “gestione non bellicosa”, come è stata definita dagli inquirenti.

I nomi degli indagati

Sono tutti originari di Sant’Onofrio (Vibo), molti dei quali residenti a Carmagnola, gli indagati coinvolti nell’inchiesta della Dda torinese: Si tratta di Salvatore Arone, Francesco Arone, Raffaele Arone, Antonio Arone, Francesco Santaguida, Antonino Defina, Nicola De Fina, Basilio Defina, Rocco Costa, Domenico Cugliari (alias “Micu i Mela”), Antonio Pilutzu, Gianmaria Gallarato, Francesco Mandaradoni, Francesco Pugliese, Antonino Buono e Nazzareno Fratea.