Si dell’Uruguay all’estradizione di Rocco Morabito

Deve scontare 30 anni. Il boss di Africo era uno dei 5 ricercati più pericolosi d'Italia. Nel 2017 era stato catturato in un lussuoso hotel. Si chiamava Francisco Antonio Capeletto Souza.

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Un tribunale penale di Appello dell’Uruguay ha confermato l’estradizione in Italia di Rocco Morabito, boss della ‘Ndrangheta calabrese, “most wanted” negli Stati Uniti e condannato in contumacia dalla magistratura italiana a 30 anni di carcere. Lo riporta l’Ansa.

Arrestato nel settembre 2017 in un hotel di Montevideo dopo 23 anni di latitanza, Morabito (53 anni) – riferisce sulla sua pagina online il settimanale Busqueda – era agli arresti in attesa di un processo per falsificazione di documenti.

L’uomo ha ingaggiato nei mesi scorsi una battaglia legale con la magistratura locale per evitare l’estradizione, ed ora, riferisce il portale uruguaiano Subrayado, i suoi legali presenteranno un estremo appello alla Corte Suprema.

La cattura in un lussuoso hotel nell’estate 2017

Rocco Morabito era stato arrestato a settembre 2017 in un lussuoso hotel di Montevideo, capitale a sud del paese, ma viveva in una villa con piscina nella località di Punta del Este.

Al momento del blitz l’uomo aveva un documento brasiliano falso con il quale aveva poi ottenuto la carta d’identità uruguaiana. Il suo falso nome era Francisco Antonio Capeletto Souza, imprenditore nel settore dell’import-export, suo settore da sempre.

Nato ad Africo, in provincia di Reggio Calabria, nell’ottobre del 1966, a capo dell’omonima cosca attiva nella zona jonica reggina, Morabito viveva in Uruguay da oltre una decina d’anni ed era inserito nell’elenco dei 5 latitanti più pericolosi del ministero dell’Interno, tra cui figura il superlatitante Matteo Messina Denaro.

La richiesta di estradizione era stata avanzata alle autorità sudamericane dalla Procura Generale di Reggio Calabria ma in un primo momento c’era stato un intoppo in quanto la Procura uruguaiana aveva eccepito la contumacia nel processo italiano.