Approvato il decreto per la Sanità in Calabria, più poteri al Commissario

La norma attribuisce compiti straordinari e mette paletti sugli appalti sanitari, che passeranno per Consip. Cotticelli potrà avvalersi della Finanza se riscontra anomalie. Esautorata la Regione

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Dal Cdm attenzione per la Calabria, Sanità priorità
Il premier Conte e il ministro Grillo nella conferenza stampa al termine del Cdm a Reggio Calabria

E’ stato approvato dal consiglio dei ministri riunitosi oggi a Reggio Calabria il cosiddetto “decreto Calabria” in materia sanitaria. Il testo, proposto dal premier Giuseppe Conte e dal ministro della Salute Giulia Grillo, è stato votato all’unanimità.

Il decreto-legge introduce misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria, commissariato da circa dieci anni, e altre misure urgenti in materia sanitaria. I poteri del Commissario Saverio Cotticelli e del vice Thomas Schael sono rafforzati, mentre la regione è stata di fatto esautorata. Il presidente Oliverio, non invitato a Reggio, insieme a larga parte della politica calabrese, volevano la fine del commissariamento per riappropriarsi della gestione del delicato settore, che in Calabria assorbe circa il 60% del bilancio regionale.

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Il testo prevede un nucleo di misure di natura eccezionale e, dunque, con una vigenza ben limitata nel tempo, volte a realizzare un regime speciale per la gestione commissariale del servizio sanitario della Regione Calabria.

A tal fine, tra l’altro, spiega un comunicato di Palazzo Chigi, il decreto attribuisce al Commissario ad acta per l’attuazione dei piani di rientro dal disavanzo nel settore sanitario, il generale Saverio Cotticelli, il compito di effettuare una verifica straordinaria sull’attività dei Direttori Generali degli Enti del servizio sanitario della Regione Calabria, individua le misure da attivarsi in caso di esito negativo di tale verifica e dispone l’immediata decadenza dei commissari eventualmente nominati dalla Regione sulla base della normativa regionale di riferimento e la loro sostituzione con Commissari nominati da quello ad acta.

La norma stabilisce inoltre che i Commissari straordinari debbano effettuare periodicamente, e comunque entro sessanta giorni dalla nomina, una verifica sull’attività dei direttori amministrativi e sanitari delle rispettive aziende, volta all’eventuale accertamento delle cause di decadenza dall’incarico previste dalla legislazione vigente.

Estende alle aziende sanitarie della Regione Calabria la disciplina prevista per gli enti locali in tema di dissesto, prevedendo che la dichiarazione di dissesto consegua comunque a una verifica fattuale effettuata dai Commissari straordinari, entro sessanta giorni dalla loro nomina.

Il decreto legge stabilisce disposizioni speciali in materia di appalti, servizi e forniture degli Enti del servizio sanitario della Regione Calabria, prevedendo l’obbligatorietà di avvalimento di CONSIP S.p.a. ovvero di altre centrali di committenza regionali, per l’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture superiori alle soglie comunitarie e, relativamente agli affidamenti sotto soglia, la necessità che il Commissario ad acta stabilisca con l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), attraverso specifico protocollo d’intesa, l’esercizio della funzione della cosiddetta vigilanza collaborativa.

In merito al commissariamento delle imprese che esercitano attività sanitaria per conto del Servizio sanitario nazionale, la norma conferisce al Commissario ad acta un potere diretto di proposta al prefetto competente per territorio ed opera un rafforzamento delle funzioni già esercitate dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS).

Il dl, che dovrà essere convertito entro due mesi, stabilisce che il Commissario ad acta e i singoli Commissari straordinari possano avvalersi della Guardia di Finanza, per le attività che rientrano nell’ambito delle proprie competenze istituzionali ed individua misure di coordinamento tra il regime speciale introdotto dal decreto stesso e quello altrettanto eccezionale relativo al commissariamento delle aziende sanitarie a causa di infiltrazioni mafiose.

Oltre a quelle previste per la Regione Calabria, il decreto introduce misure urgenti su specifiche tematiche del settore sanitario, al fine di assicurare la continuità nell’erogazione delle prestazioni sanitarie concernenti i Livelli essenziali di assistenza (Lea).

In particolare, si prevedono norme in deroga ai limiti di spesa per le assunzioni di personale medico e paramedico, in modo da poter far fronte alle attuali carenze, nonché altre disposizioni in tema di formazione specifica in medicina generale, di carenza di medicinali e di riparto del Fondo sanitario nazionale, tutte finalizzate a garantire una maggiore efficienza e funzionalità del Servizio sanitario nazionale e quindi in una migliore erogazione delle prestazioni rese a favore degli utenti.

Le dichiarazioni di Conte e Grillo
“Questo Consiglio dei Ministri – ha sottolineato il premier Conte -, non ha solo valore simbolico, ma anche concreto: abbiamo già adottato alcune misure che confidiamo aiuteranno a trovare alcune soluzioni per questo territorio.

“I problemi sono tanti, come abbiamo avuto modo di constatare parlando con le persone, però oggi portiamo innanzitutto la novità del decreto Sanità voluto fortemente dal ministro Grillo e rivolto espressamente ai cittadini della Calabria, a tutela del loro diritto della salute”.

“Abbiamo inoltre portato in Consiglio dei Ministri il decreto sblocca cantieri, su cui smentisco le ricostruzioni dei giornali rispetto a quanto sarebbe accaduto con il Presidente Mattarella, con cui invece c’è sempre un rapporto cordiale, leale e rispettoso”.

“Con l’occasione di trovarci a Reggio Calabria vorrei ricordare che alcune misure questo Governo le ha già adottate: molti calabresi beneficieranno del Reddito di cittadinanza, di quota cento e degli investimenti per rilanciare il porto di Gioia Tauro nell’ordine di oltre 100 milioni. Si tratta di un passaggio molto importante per il rilancio della Regione, e devo ringraziare il Ministro Toninelli che ha lavorato sodo per quest’obiettivo: sono convinto che avrà importanti ricadute economiche e sociali per tutta la Calabria e addirittura per tutto il Sud”, ha concluso Giuseppe Conte.

“Con il nostro decreto d’emergenza – ha detto dal canto suo il ministro Grillo -,  che durerà 18 mesi vogliamo recuperare la sanità calabrese, che ha una situazione unica in Italia. Non stiamo in ogni caso scavalcando la Regione, ha tenuto a sottolineare il ministro: vorrei ricordare che la sanità è una materia concorrente tra Stato e Regioni, e la nostra Costituzione prevede che il Ministero della Salute debba assicurare i livelli di assistenza sanitaria a tutto il territorio nazionale”.