Salvini in Calabria va a Platì: “Ndrangheta dove c’è più disoccupazione”

Scoperta una targa dedicata alla memoria del carabiniere Antonino Marino, ucciso nel '90 dai clan a Bovalino. Il Vicepremier: "Qui c’è fame di lavoro"

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“Ora a Platì, Calabria, dove abbiamo intitolato una strada al brigadiere dei Carabinieri Antonino Marino, caduto nella lotta alla ‘ndrangheta. Onore a lui e a tutti i servitori dello Stato vittime del cancro mafioso. #lamafiamifaschifo”. E’ questo il post apparso sulla pagina social del ministro dell’Interno Matteo Salvini in visita in Calabria in vista delle elezioni europee.

“Qui c’è fame di lavoro e la ‘ndrangheta cresce dove c’è maggiore disoccupazione”, ha detto il vicepremier a Platì sottolineando che proprio la “lotta alla ‘ndrangheta e allo spaccio di droga, che è il primo business della ‘ndrangheta, e l’impegno per rilanciare il lavoro rappresentano le cose da fare”.

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“In queste terre – ha aggiunto il ministro – c’è un mare stupendo ma non ci sono infrastrutture, non ci sono strade, ferrovie ed esistono difficoltà anche per gli aeroporti. Sono orgoglioso di quello che fanno le forze dell’ordine con arresti, indagini, sequestri e confische. C’è tanto ancora da fare. Platì è pieno di bambini ed è uno dei comuni con il maggiore tasso di natalità ma, purtroppo, anche con il più alto tasso di disoccupazione”.

“Ringrazio la vedova e i figli di Antonino Marino, ringrazio i colleghi carabinieri che hanno raccolto il suo testimone di onore, di coerenza, lealtà, coraggio, sacrificio, battaglia”, ha affermato ancora il ministro dell’Interno Salvini, oggi a Platì per la consegna di un bene confiscato alla ‘ndrangheta. Prima della cerimonia di consegna il ministro ha partecipato alla scopertura della targa della via intitolata, si legge, al “brigadiere Antonino Marino, Medaglia d’Oro al Valore Civile, comandante di Stazione dei Carabinieri, caduto nella lotta alla ‘ndrangheta”.

Marino fu ucciso il 9 settembre 1990 mentre si trovava con la famiglia a Bovalino Superiore in occasione della festa patronale. “Ho ringraziato i sindaci della Locride e dell’Aspromonte, che ho incontrato stamattina e che vivono tra proiettili, minacce di morte, estorsione, usura”, ha detto Matteo Salvini.