Minacce e richieste di pizzo a imprenditore, tre arresti a Lamezia

Carlomagno Panda Settembre 2018

Carabinieri di Lamezia TermeUn imprenditore vittima di continue richieste estorsive, fino alla scoperta e all’arresto dei presunti responsabili. E’ avvenuto nella zona di Lamezia Terme dove i carabinieri hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e due agli arresti domiciliari.

In manette è finito Nicola Ciliberti Anzani, 31 anni, mentre ai domiciliari è finita la moglie Ida Villella, 34, e Antonio Pasquale Saporito, 54. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’imprenditore avrebbe assunto i tre per poi licenziarli a fine anno, garantendo così loro di percepire indebitamente l’indennità di disoccupazione.

Qualcosa, però, si è inceppato lo scorso luglio con il blocco dei pagamenti da parte dell’Inps a causa delle anomalie riscontrate. E’ da allora che sono iniziati i problemi per la vittima. Un crescendo di lamentele e recriminazioni sfociate nell’ultimo periodo in richieste estenuanti accompagnate da pressanti minacce fino ad arrivare alle aggressioni fisiche. Anziani, secondo l’accusa, avrebbe richiesto fino ad 8.000 euro quale corrispettivo delle somme non percepite a seguito dei controlli dell’Ente previdenziale.

Una spirale di violenza al centro della quale la vittima era stata risucchiata tergiversando fino al 18 giugno scorso quando, durante un incontro con i suoi aguzzini, gli è stato intimato di consegnare la somma richiesta entro la mattina successiva. A quel punto, Saporito si sarebbe inserito chiedendo alla vittima di “accollarsi” il debito previa cessione, però, nei suoi confronti di un terreno agricolo di Gizzeria.

L’imprenditore ha deciso, quindi, di presentarsi all’incontro con la metà della cifra, ricevendo nuove minacce e un’aggressione fisica, a schiaffi, alla presenza di Saporito. Solo con la promessa della cessione dell’appezzamento di terra e con la fissazione dell’appuntamento dal notaio, la vittima è riuscita a placare momentaneamente i suoi aggressori.

Le minacce, però, non si sarebbero fermate: “Hai venti minuti di tempo sennò prendo il camion con l’escavatore prendo gli ulivi e te li vengo a mettere davanti casati ammazzo a te ed alla tua razza.”.

E’ a questo punto che l’imprenditore ha deciso di denunciare tutto ai Carabinieri, raccontando il lungo periodo di vessazioni. Nel frattempo, anche Villella è intervenuta consigliando all’imprenditore di consegnare i soldi: “Vai a vedere chi ti presta i soldi perché Nicola ti prende pure la terra…sennò te ne puoi andare in Australia, in America, Nicola ti trova sempre”. Fino all’emissione delle ordinanze cautelari che hanno bloccato le continue vessazioni.