Gratteri: “Togliere la ricchezza ai mafiosi è arma formidabile”

Il procuratore capo di Catanzaro commenta l'operazione contro i clan lametini che ha portato al sequestro di beni per 14 milioni di euro, tra cui anche a Franco La Rupa

Carlomagno campagna novembre 2018
Nicola Gratteri
Nicola Gratteri

“Togliere la ricchezza ai mafiosi è un’arma formidabile. Lavoriamo con tutte le polizie giudiziarie ma, da più di un anno la Guardia di finanza, ha voluto dedicare degli uomini esclusivamente a questo tipo di attività. Questi sequestri sono stati coordinati dallo Scico di Roma con cui c’è un rapporto continuo e costante”. Lo ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso della conferenza stampa sui provvedimenti di sequestro eseguiti dalla Guardia di finanza nei confronti di persone ritenute contigue o organiche ad alcune importanti cosche di ‘ndrangheta della regione, tra le quali l’ex consigliere regionale ed ex sindaco di Amantea, Franco La Rupa.

All’incontro con i giornalisti erano presenti il generale Fabio Contini, comandante regionale della Guardia di finanza, e il colonnello Carmine Virno, comandante del Nucleo economico finanziario di Catanzaro. “Da almeno un anno – ha aggiunto Gratteri – abbiamo costruito concretamente un Ufficio misure di prevenzione, degno di questo nome. Sono stati coinvolti tutti i magistrati della Procura di Catanzaro, anche i magistrati della Procura ordinaria che faranno misure di prevenzione insieme ai magistrati della procura distrettuale antimafia. Possiamo dire di aver raddoppiato i pm che fanno misure di prevenzione, che oggi sono quasi 20”.

“Si è trattato di un lavoro meticoloso e a ritroso negli anni. Se vogliamo – ha detto il generale Contini – è una Guardia di finanza 2.0 tesa a verificare se i beni riconducibili a determinati soggetti siano giustificabili dalle loro dichiarazioni dei redditi e dalle loro entrate ufficiali”.