Area ospedale di Lamezia, Tansi: “Il degrado è inaccettabile”

Il candidato alla presidenza della Regione Calabria ha visitato la zona dove sorge il nosocomio. "Spazzatura e topi. Ribaltare l’inerzia distruttiva"

Carlomagno Faro istituzionale
Carlo Tansi, candidato a governatore della Regione Calabria

“Viaggiare per la Calabria mi suscita da sempre sensazioni opposte, da una parte orgoglio per la cultura e la tradizione che può emergere da ogni angolo, dall’altra una sana rabbia nel vedere come l’abbandono generale, non solo dovuto alla pubblica amministrazione, mortifica, se non annulla, quello stesso orgoglio”. E’ quanto dichiara Carlo Tansi, ex capo della Protezione civile calabrese e candidato per le prossime elezioni a Governatore della Regione Calabria.

“Ecco, – aggiunge – oggi vedere le immagini dello stato di abbandono e degrado nell’area dove sorge l’ospedale di Lamezia mi pone nuovamente di fronte a questo stato d’animo, ma questa volta con la consapevolezza di poter contribuire a ribaltare questa inerzia distruttiva. Si, perché per vincere le grandi battaglie, come quella della legalità e della lotta alla criminalità, prima di tutto dobbiamo vincere le piccole battaglie di civiltà”.

“Vivere tra spazzatura e ratti non è accettabile – continua Tansi – eppure negli ultimi anni ci siamo dovuti abituare anche a queste cose. Mentre il mondo parla di Greta e l’ecologia è il tema che unisce paesi di continenti lontani, da noi succede di vedere carcasse di elettrodomestici o vecchi materassi abbandonati per strada, ormai anche nei centri commerciali delle nostre città ed anche nei pressi degli ospedali”.

“Il primo sforzo che chiederò a tutti – spiega ancora Tansi – sarà proprio quello di migliorare ciascuno il proprio senso di responsabilità verso il nostro territorio, perché tutti siamo importanti nel processo di cambiamento generale cui siamo chiamati.

Se vogliamo avere il turismo che potrebbe competere ad una regione mediterranea ricca di storia, se vogliamo che i nostri figli non siano costretti ad emigrare per lavorare e vivere con dignità, se vogliamo che non si debba necessariamente partire per il nord per curarci, ecco prima di tutto siamo noi che dobbiamo imparare ad accogliere, che dobbiamo lasciare spazio ai nostri giovani facendoli crescere”.

“Il mio sogno – conclude – è riuscire a vedere una Calabria nella quale vengano a vivere uomini e donne di altre regioni, perché abbiamo saputo davvero cancellare il modello clientelare di livello infimo con il quale è stata gestita ogni cosa, sostituendolo con un modello meritocratico, basato sul sudore e sulla passione oltre che sulle competenze. Ripartire da zero per arrivare a cento”.