L’avvocato Staiano: “Volete libero Mantella? Datemi 100mila euro che ai Giudici ci penso io”

La Genesi della corruzione. Gli intrecci vergognosi tra legali e magistrati del distretto di Catanzaro. Fiumi di denaro per aggiustare i processi. Un marciume che solo la procura di Salerno può ripulire


Da sinistra l’avvocato Staiano, il giudice Petrini, l’avvocatessa Tassone e il pentito Mantella

Avrebbe agganci potenti, l’avvocato Salvatore Staiano, il penalista coinvolto nell’inchiesta della Dda di Catanzaro per la scarcerazione dell’ex boss vibonese Andrea Mantella e da quest’ultimo tirato in ballo per presunte commistioni tra legali e magistrati di Catanzaro, pagando soldi, molti soldi, per aggiustare i processi. Le dichiarazioni del collaboratore sono nero su bianco nell’inchiesta della procura di Salerno culminata con l’arresto del giudice Marco Petrini.

Secondo gli atti dell’indagine Genesi, Salvatore Staiano avrebbe collegamenti con ‘ndranghetisti, politici e colletti bianchi. Fin quì nulla di anomalo, essendo lui un penalista di fama nel catanzarese e non solo.

Sono invece le amicizie strette che vanta con alcuni magistrati del distretto di Catanzaro ad allarmare gli inquirenti salernitani. Non un rapporto distinto e istituzionale tra toghe di difesa e giudici, bensì un legame solido capace di modificare i processi, ribaltando sentenze già scritte e assolvendo mafiosi e i soliti (pre)potenti calabresi. Come?, pagando fiumi di denaro, come dice il pentito, per corrompere i magistrati e avere giudizi favorevoli, come ad esempio è successo per la sua stessa scarcerazione.

Tra gli “amici” dell’avvocato Staiano c’è Marco Petrini, il giudice di sezione della Corte d’appello scarcerato ieri dopo aver reso dichiarazioni di grande interesse ai pm di Salerno, i quali starebbero indagando su altri magistrati corrotti del distretto catanzarese, ma non solo.

Acclarato il legame tra Staiano e Petrini, non solo svelato dal pentito, ma registrato dalla polizia giudiziaria, c’è un episodio degno di nota che dice molto sul marciume esistente in alcuni ambienti giudiziari di Catanzaro. Non tutti, è bene precisare, ma è melma che solo la procura di Salerno può ripulire.

Gli investigatori captano diverse conversazioni tra Marco Petrini e l’avvocato Marzia Tassone, anche lei arrestata a gennaio, e con la quale il giudice aveva relazioni sessuali, così come con l’avvocatessa Palma Spina che incontrava in commissione tributaria.

La Tassone, che evidentemente non si fidava del potente collega, parla con il suo “amante” avvertendolo di stare attento a Staiano, perché a suo dire parlava troppo, al punto da poterlo tirarlo nei guai.

A maggio 2019 viene registrata un dialogo tra Petrini e Tassone con quest’ultima che parlando dell’avvocato Staiano svela i retroscena dietro alla scarcerazione del pentito Andrea Mantella, poi avvenuta con successo. L’avvenente avvocatessa, ripeteva al giudice quanto detto a lei dall’avvocato Staiano:

“Lo volete a casa (Mantella)?, portatemi 100 mila euro che ve lo porto a casa, non vi preoccupate che ai giudici ci penso io, centomila euro mi bastano”, avrebbe detto Staiano.

Petrini rispondeva alla Tassone, come se fosse a conoscenza di tutte tali circostanze, dicendo “Eh sì, ma questo succedeva per parecchi, sì”. 

Poi, la scarcerazione è avvenuta con 65mila euro che Mantella dice di aver consegnato a Staiano dopo essere uscito di galera per andare nella clinica Villa Verde, nella frazione cosentina di Donnici.

Dino Granata

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