Tar boccia ordinanza della Calabria su riapertura locali. Avv. Morcavallo: “Sentenza ininfluente. Santelli ha vinto”

Il legale: "L'ordinanza è in esecuzione da undici giorni. Se il governo anticipa la riapertura al 18 maggio resterà pressoché immutato". La governatrice "vince perché è stata la paladina sul piano politico e istituzionale della difesa delle potestà costituzionali delle regioni"


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L’avvocato Oreste Morcavallo e Jole Santelli

Il Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dal Consiglio dei ministri tramite l’Avvocatura generale dello Stato contro l’ordinanza del presidente della Regione Calabria Jole Santelli, del 29 aprile scorso, che consentiva il servizio ai tavoli, se all’aperto, per bar, ristoranti ed agriturismo. E’ questa la decisione del Tar Calabria dopo l’udienza collegiale, tenuta stamane in camera di consiglio

Interpellato da Secondo Piano News, l’avvocato Oreste Morvacallo, uno dei legali impegnati sul ricorso del governo contro la regione, ha dichiarato che la sentenza del Tar della Calabria è “ininfluente è inutile. Santelli ha vinto perché è stata la paladina sul piano politico e istituzionale della difesa delle potestà costituzionali delle regioni”.

L’avvocato ha spiegato che l’ordinanza Santelli è esecutiva dal 30 Aprile scorso e passeranno dei giorni affinché possa entrare in esecuzione quella del Tar (deve essere prima notificata, ndr). Ma atteso che il governo è propenso a riaprire il 18 Maggio, orientato ad un decreto simile a quello della regione Calabria, il legale ha fatto intendere che la situazione resterà pressoché immutata.

Appena quattro giorni fa l’avvocato Morcavallo, insieme ai colleghi Andrea Di Porto e Massimiliano Manna avevano sostenuto che il ricorso del Governo contro l’ordinanza della Regione Calabria doveva essere discussa dalla Corte costituzionale e non dal Tar: “Si tratta – ha spiegato Morcavallo – di una contrapposizione tra poteri dello Stato che può essere decisa solo dalla Corte costituzionale in base all’art. 134 della Costituzione”.

Lo spirito dell’ordinanza di Jole Santelli di permettere qualche tavolo all’aperto ai locali, era motivato da alcuni fattori, tra cui la bassissima incidenza epidemiologica in Calabria (in due mesi e mezzo circa 1.120 contagi), ma soprattutto dare una mano concreta ai piccoli esercenti, titolari di bar e ristoranti che dalla data del lockdowm sono stati costretti a chiudere le attività senza ricevere finora alcun aiuto dallo Stato che pure erano stati annunciati con una “potenza di fuoco”.

Una decisione, quella della Santelli, che aveva indotto il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia ad un braccio di ferro politico con la governatrice per dire in sostanza che doveva allinearsi ai dpcm del premier Conte, ritirando l’atto. Un “diktat” politico che non ha convinto la Santelli la quale ha sempre sostenuto la bontà e la legittimità del suo provvedimento.

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