Bancarotta ed evasione fiscale, 3 arresti e quattro misure di interdizione

Carlomagno Lancia Ypsilon Novembre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB

Guardia di finanza Catanzaro

E’ di 3 arresti e quattro interdizioni il bilancio di un’operazione del comando provinciale della Guardia di finanza di Catanzaro in relazione ad una presunta bancarotta ed evasione fiscale da parte degli indagati, tra imprenditori e ‘prestanomi’, operanti nel settore della fabbricazione e commercializzazione del legno e dell’acciaio. Il provvedimento è stato emesso dal gip presso il tribunale di Lamezia Terme, Rossella Prignani su richiesta della locale procura guidata da Salvatore Curcio.

Ai domiciliari sono finiti Alfredo Mercuri, lametino di 56 anni; Antonio De Fazio, lametino di 52, e Alberto Pietro Banchini, milanese di 60 anni. Interdizione all’esercizio di attività professionali e d’impresa per Manny Mercuri, 47enne; Felice Ventura, (56); Antonello Villella (46), e Romano Villella (68), tutti di Lamezia. Sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di innumerevoli reati di bancarotta fraudolenta e di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte ai danni dell’erario.

I finanzieri, che hanno eseguito le misure in Lombardia, Piemonte, Puglia e Calabria hanno operato il sequestro preventivo delle quote societarie della Dierre Alluminio srl e della Allmer srl, per un valore di circa 3,5 milioni di euro, e delle somme di denaro, costituenti il profitto del reato, per un ammontare complessivo di circa 2,5 milioni di euro.

Le indagini, coordinate dal pm Marta Agostini, hanno consentito di disvelare un artificioso sistema fraudolento posto in essere dal gruppo Mercuri, nota famiglia imprenditoriale lametina.

In particolare, talune loro società, dopo aver accumulato consistenti debiti di natura tributaria e contributiva, negli anni antecedenti alla dichiarazione di fallimento, sono state svuotate di tutti i beni, in favore di altre imprese, sempre riconducibili al medesimo nucleo familiare, gestite direttamente dagli stessi ovvero affidate a prestanome.

Il congegnato sistema fraudolento è stato celato attraverso l’emissione, negli anni precedenti il fallimento di tali società, di fatture per considerevoli importi, attestanti l’esecuzione di prestazioni di servizi e/o la cessione di beni da parte delle società decotte nei confronti delle altre imprese appartenenti al medesimo gruppo, il cui pagamento era garantito da “effetti cambiari” (tratte) quasi totalmente non onorati, a tal punto che le stesse società sono state oggetto anche di pignoramento mobiliare da parte di Equitalia sud per svariate centinaia di migliaia di euro.

Le investigazioni dei militari del gruppo della Guardia di finanza di Lamezia Terme hanno consentito di acclarare che la “cambializzazione” era stata artatamente predisposta dai responsabili delle società fallite e delle altre imprese del “gruppo”, allo scopo di lasciare volutamente a carico delle società fallite una consistente esposizione debitoria, pari a circa 10,5 milioni di euro, nei confronti dello Stato.

Le imprese Dierre Alluminio Srl e Allmer Srl, oggi oggetto del sequestro preventivo delle rispettive quote sociali, rappresentavano l’ultimo anello della filiera ove sono stati riversati i beni fraudolentemente sottratti dalle altre compagini del gruppo imprenditoriale, a danno dei creditori e dell’erario.

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