Sanità, nulla di fatto in Cdm. Circola il nome di Quintavalle, medico cosentino e manager dell’ASL 4 di Roma

Nulla di fatto anche ieri sera in Cdm per la nomina del nuovo commissario in Calabria. Sfumano i nomi di Mostarda e Varratta. Al vaglio del governo ci sarebbe anche il nome di Giuseppe Quintavalle, medico calabrese e manager dell'Asl 4 di Roma. Il suo nome potrebbe mettere d'accordo Pd e M5s

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Nuova fumata nera in Consiglio dei ministri sulla nomina del Commissario ad acta per la Sanità in Calabria. Quando ormai sembrava fatta sul nome di Narciso Mostarda, neuropsichiatra che dirige la Asl 6 di Roma, qualcosa è evidentemente andato storto e il Cdm, dopo una sospensione, si è concluso con un nulla di fatto. Lo stesso premier Conte ieri aveva assicurato che la partita si sarebbe chiusa nell’ultima riunione del governo.

Slitta così anche questa volta la nomina del commissario che dovrebbe rimettere in sesto il comparto sanitario calabrese, rimasto vacante dopo le dimissioni Cotticelli, Zuccatelli e la rinuncia di Gaudio. Oltre a Mostarda, medico laziale, sfuma anche il nome di Luigi Varratta, già prefetto a Reggio Calabria. La designazione slitta dunque a un nuovo Cdm, con il premier Conte, e i ministri Speranza e Gualtieri che stanno vagliando altri profili.

Da quanto appreso, tra i nomi che circolano, c’è anche quello di Giuseppe Quintavalle, cosentino doc, medico e manager della Asl 4 di Roma, commissario dell’Asl 3, con un curriculum di tutto rispetto. Una figura, quella di Quintavalle, che non dispiacerebbe né al Pd di Zingaretti e nemmeno al M5s. Quando era manager dell’Asl di Civitavecchia aveva come consulente legale Virginia Raggi, poi diventata sindaco di Roma.

Una persona, insomma, che potrebbe mettere tutti d’accordo e ha tutte le carte in regola per poter amministrare la sanità in Calabria. Quintavalle sarebbe gradito pure al centrodestra calabrese, appunto perché, oltre alle qualità manageriali, è originario di Cosenza. Lo stesso presidente della regione Spirlì aveva chiesto al governo due cose: che il nuovo commissario avesse competenza e fosse un calabrese, tanto da esultare quando c’era stata la nomina di Gaudio, ex rettore calabrese della Sapienza, poi saltata per la sua rinuncia.

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