Rinascita-Scott, sopralluogo di Bonafede nell’aula bunker di Lamezia

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“Realizzata non solo in tempi rapidi ma anche in tempi difficili poiché, in un periodo come quello che sta vivendo il nostro Paese, il fatto che la pubblica amministrazione abbia portato avanti un progetto come questo, così ambizioso, e lo abbia realizzato in tempi rapidi è un segnale generale molto importante”. Lo ha detto il ministro alla Giustizia Alfonso Bonafede, al termine del sopralluogo effettuato stamani nella nuova aula bunker realizzata in un immobile nell’area ex Sir di Lamezia Terme di proprietà della Regione in vista, anche del maxi processo scaturito dall’operazione Rinascita Scott.

Al sopralluogo hanno partecipato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, il presidente della Corte d’appello Domenico Introcaso, l’avvocato Generale e il procuratore generale facente funzioni Beniamino Calabrese, il procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo ed il presidente ff della Regione Calabria Nino Spirlì.

“Il Governo – ha aggiunto Bonafede – porta avanti la lotta contro le mafie senza tregua ed è una lotta che si porta avanti quotidianamente. Questa aula bunker è anche un segnale di presenza dello Stato qui, in Calabria, in un’area difficile perché deve essere chiaro che i processi, anche quelli più impegnativi, si celebrano in questa terra, qui in Calabria dove lo Stato è presente. Ed è anche un segnale di vicinanza a tutti quei magistrati che ogni giorno portano avanti la lotta alla ‘ndrangheta, tra mille difficoltà, ed in generale a tutti gli operatori della giustizia, a tutti gli avvocati che potranno usufruire qui, in questa terra, di un’aula bunker che rappresenta un progetto molto interessante realizzato come segnale anche di efficienza”.

“Il cammino – ha poi detto Bonafede in relazione all’organico – è sempre lungo, però da quando sono ministro c’è stato un ampliamento di pianta organica che porta in questo distretto 22 magistrati in più. Abbiamo lavorato anche sul personale amministrativo, e, se non ricordo male, con 150 unità in più in questo distretto. Chiaramente c’è tanto da fare però c’è l’impegno a far sentite in questa terra che lo Stato c’è in un settore così delicato come quello della Giustizia”.

«L’importanza di questa giornata sta nelle parole del procuratore Gratteri, che ha ringraziato la Regione Calabria nella persona del presidente Jole Santelli. Questo giorno lo dobbiamo a Jole e alla sua intuizione politica. È un altro grande regalo che lascia ai calabresi, a 60 giorni dalla sua scomparsa». Così il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, al termine della visita alla nuova aula bunker del distretto di Catanzaro in cui verrà ospitato il maxiprocesso “Rinascita Scott”.

Lo scorso luglio la Giunta regionale – spiega una nota della regione Calabria -, presieduta dalla compianta presidente Santelli, aveva approvato una delibera con la quale era stata messa a disposizione del ministero della Giustizia un immobile di 3.300 metri quadri nell’area ex Sir. Subito dopo, era stato firmato il protocollo d’intesa.

«La Regione – sottolinea Spirlì – ha concesso gli spazi per consentire l’utilizzo questa parte della Fondazione Terina. La giustizia trionferà e finalmente quella malavita, che da secoli devasta questa terra, sarà sconfitta, anche grazie a Jole».

BONAFEDE: «LA RISPOSTA È NEI FATTI»

«La risposta è nei fatti. Nel luglio 2020 – dichiara il ministro Bonafede –, abbiamo firmato il protocollo d’intesa. A distanza di 5 mesi l’aula è pronta per accogliere circa mille persone. Quando le istituzioni dimostrano che c’è la volontà, le cose vengono realizzate in tempi rapidi e anche in tempi, lasciatemelo dire, difficili come questo. L’aula bunker è un segnale di presenza della Stato, un segnale verso quei magistrati che, tra mille difficoltà, combattono la ‘ndrangheta, ma anche verso gli operatori della giustizia. A proposito della carenza in questo settore, posso dire che, da quando sono ministro, c’è stato un ampliamento di 22 unità di magistrati e di 150 di personale amministrativo. Desidero ringraziare tutti, anche la Regione e il demanio».

GRATTERI: «MASSIMO CONTROLLO»

«Si tratta – ha spiegato il procuratore Gratteri durante il sopralluogo – di una vetrina per l’Italia che combatte le mafie. C’è un’attenzione mediatica mondiale. Questa è un’aula all’avanguardia, basti pensare che ci sono 64 telecamere di controllo, il massimo per questo Paese».

FALVO: «UTILIZZO DA METÀ GENNAIO»

«Finalmente – ha commentato il procuratore Falvo – quest’aula vedrà la luce. I lavori sono stati realizzati in tempi record, grazie anche alla testardaggine di Gratteri. L’aula sarà utilizzata da metà gennaio. È una grande opportunità per la giustizia italiana. La ‘ndrangheta deve essere processata qui dove nasce e prolifera. La presenza del ministro è il riconoscimento di un impegno da parte di tutti».

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