Il millenario Platano di Curinga (Calabria) in gara per il premio “l’Albero Europeo 2021”

Si trova nel Catanzarese l'albero con oltre dieci secoli di storia. E' il più grande d'Italia. Maestoso, domina sul Mar Tirreno e si pensa sia stato piantato dai monaci basiliani

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C’è anche il millenario Platano di Curinga, in Calabria, tra i 14 finalisti per il premio dell’Albero europeo dell’anno 2021 (www.treeoftheyear.org), un concorso che intende evidenziare il significato degli alberi nel patrimonio naturale e culturale europeo e l’importanza dei servizi ecosistemici da essi forniti.

Il concorso, organizzato dalla Environmental Partnership Association (Epa), non cerca l’albero più bello ma quello con una storia, un esemplare radicato nella vita e nel lavoro delle persone e la comunità che lo circondano.

Il voto on line è aperto fino al 28 febbraio 2021 con la possibilità di indicare due candidati. Dal 22 al 28 febbraio, la votazione sarà segreta e sul sito non saranno visibili il numero di voti. I risultati del concorso saranno resi noti con una cerimonia il 17 marzo 2021 durante la conferenza ‘Planting for the Future: 3 billion trees in Europe’. Al 21 febbraio il Platano di Curinga ha raccolto 51.362 voti e si pone tra i primi dell’edizione. (Votate quì!)

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In gara, insieme al platano millenario di Curinga, candidato italiano e platano più grande del Paese, ci sono: il sopravvissuto a quattro tronchi (Belgio), il vecchio Gelso (Bulgaria), il melo vicino a Lidman (Repubblica Ceca), la pioppa Pouplie (Francia), il residente più anziano di Medulin – Albero di cioccolato dei nostri ricordi (Croazia), l’albero di Giuda della chiesa di Mélykút (Ungheria), l’albero Madre (Paesi Bassi), Saint Jan Nepomucen Linden (Polonia), Platano del Rossio (Portogallo), l’antico sicomoro (Federazione Russa), la vecchia quercia di Drnava (Slovacchia), la Millenaria Carrasca di Lecina (Spagna), l’albero dei sopravvissuti (Regno Unito).

Il Platano di Curinga

Il candidato italiano, il platano di Curinga (Catanzaro), affaccia sul Mar Tirreno e sporge su un piccolo ruscello. Dall’alto della sua maestosità, questo “guardiano” sembra vegliare amorevolmente sulla foresta. Si pensa che sia stato piantato dai monaci basiliani che arrivarono in Calabria più di mille anni fa e che costruirono l’eremo di Sant’Elia, ma le sue radici potrebbero essere ancora più vecchie. Il suo tronco è completamente cavo e ha un’apertura larga più di 3 metri; chi vi entra ha la sensazione di trovarsi all’interno di un’incredibile grotta boscosa. Per le grandi dimensioni della sua circonferenza è oggi il platano più grande d’Italia”, si legge sul sito dell’iniziativa.

Guarda dove si trova il Platano di Curinga

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