Sequestrato il Ponte Morandi a Catanzaro, 4 arresti

Secondo la Dda alcuni indagati sarebbero vicini ad ambienti criminali. Avrebbero utilizzato società di comodo e per la manutenzione del viadotto Bisantis utilizzato materiali scadenti. Sospesi un ingegnere e un geometra dell'Anas. In manette un finanziere "talpa"


Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici pure su TELEGRAM

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal giudice presso il Tribunale del capoluogo di regione, nei confronti di 6 persone indagate a vario titolo per trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, corruzione in atti giudiziari, associazione per delinquere, frode nelle pubbliche forniture, con l’aggravante di aver agevolato associazioni di tipo mafioso, in relazione, fra l’altro, ai lavori di manutenzione straordinaria del ponte “Morandi” (noto come viadotto Bisantis) e di un tratto della strada statale 280 “dei Due Mari”.

In particolare, nei confronti di quattro indagati è stata disposta la misure custodiale (tre in carcere ed una agli arresti domiciliari), mentre è stata disposta la misura dell’interdizione dall’esercizio delle attività professionali per un ingegnere dell’Anas (per sei mesi) e per un geometra (per nove mesi). L’operazione dei finanzieri è denominata in codice “Brooklyn”.

Gli indagati sono Eugenio Sgromo, Sebastiano Sgromo, la loro collaboratrice Rosa Cavaliere, l’ingegnere dell’Anas Sivio Baudi, il geometra Gaetano Curcio e l’ispettore della Guardia di Finanza Michele Marinaro.

Il Gip ha anche disposto il sequestro preventivo di tre società di costruzione e di oltre 200.000 euro quale profitto dei reati contestati.

La Procura ha contestualmente disposto il sequestro, con facoltà d’uso, del viadotto “Bisantis” e della galleria Sansinato, allo scopo di svolgere accertamenti di natura tecnica.

Le indagini – spiega una nota della Dda – hanno permesso di acquisire gravi indizi a carico di due
imprenditori operanti nel settore delle costruzioni e dei lavori stradali, che, consapevoli
del rischio di incorrere in misure di prevenzione di natura patrimoniale, hanno costituito
delle società intestandole fittiziamente a una loro collaboratrice, pur mantenendone il
controllo di fatto.

Una di queste società si è aggiudicata i lavori di manutenzione straordinaria per il ripristino del calcestruzzo del ponte Morandi e di rifacimento dei muri di contenimento di un tratto della Strada Statale 280 “dei Due Mari”.

L’attività investigativa ha delineato un grave quadro indiziario, a carico degli imprenditori, titolari “di fatto” dell’impresa aggiudicataria dei lavori, i quali a causa di problemi finanziari, con la complicità del direttore dei lavori e di un ingegnere dell’Anas, impiegavano nelle lavorazioni un tipo di malta di qualità scadente, ma più economico di quello inizialmente utilizzato.

Il compendio investigativo è, altresì, gravemente indiziario circa l’appartenenza dei due imprenditori alle associazioni per delinquere già emerse nell’ambito della operazione cosiddetta “Basso Profilo”, e finalizzate alla commissione di reati tributari, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego e trasferimento fraudolento di valori.

Fra gli indagati colpiti dalla misura cautelare in carcere figura anche un ispettore della Guardia di Finanza, già coinvolto nell’operazione “Rinascita-Scott”, ora indagato per corruzione in atti giudiziari e rivelazione di segreto d’ufficio per fatti commessi quando era in servizio presso la Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro.

Il consistente quadro indiziario che ha giustificato l’adozione della misura cautelare, è nel senso che il militare, nello svolgimento di indagini delegate sui due imprenditori, in cambio di utilità di vario genere, si adoperava per attenuare la posizione dei due, informandoli costantemente dello sviluppo del procedimento nei loro confronti.

Anas: “Collaboreremo con autorità giudiziaria. Opere sicure”

“In relazione alle indagini sui lavori di manutenzione del ponte Morandi e della galleria Sansisato sulla Statale 280 “dei due Mari” a Catanzaro, che hanno portato al sequestro con facoltà d’uso delle opere e all’emissione di misure cautelari, Anas sta fornendo tutta la necessaria collaborazione alle Autorità inquirenti. Anas conferma la sicurezza statica delle opere, poiché il sequestro riguarda il risanamento di alcune porzioni delle infrastrutture, senza impatto per la viabilità. Entrambe le opere sono aperte al traffico”. Lo spiega l’Anas in una nota in merito all’inchiesta “Brooklyn”.


Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo gentilmente ai nostri lettori un contributo che può permetterci di sopravvivere e continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta. Grazie!


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM e TWITTER