Truffa, chiesto il processo per “presidente in pectore” Filippo Mancuso (Lega)


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Filippo Mancuso (Lega)

Tegole giudiziarie per la Lega in Calabria. Il leader del carroccio Matteo Salvini, che oggi è stato a Catanzaro a benedire la sua “squadra”, ha formulato gli auguri di buon lavoro “al presidente Filippo Mancuso”, eletto consigliere del Carroccio alle scorse elezioni di ottobre e indicato come ‘futuro presidente del Consiglio regionale’ in un accordo romano con il presidente di giunta Roberto Occhiuto, il quale ha evidentemente preferito una vicepresidente donna, Giusy Princi, al posto dell’ex facente funzioni Nino Spirlì, sempre di fede salviniana, rimasto senza poltrona nonostante le intese pre-elettorali lo davano in “ticket” con Occhiuto.

Mentre Salvini tesseva le lodi di Mancuso, dalle aule del tribunale di Catanzaro è uscita una richiesta di rinvio a giudizio per il “presidente in pectore”, in merito all’inchiesta “Gettonopoli”, una indagine datata che ha fatto luce sulla presunta indebita percezione di gettoni di presenza per le attività delle Commissioni permanenti dell’organismo consiliare di Catanzaro, dove Mancuso era consigliere comunale.

Per questa inchiesta, insieme a lui, risultano coinvolte altre 18 persone per le quali è stato chiesto il processo. La richiesta di rinvio a giudizio è stata formulata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. L’inchiesta è stata condotta dal Procuratore aggiunto Giulia Pantano e dal sostituto procuratore Pasquale Mandolfino.

Il Gip, Antonella De Simone, ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 11 gennaio. Alle persone coinvolte nell’inchiesta vengono contestati, a vario titolo, i reati di falsità ideologica e truffa.

Le altre persone per le quali la Procura ha chiesto il processo sono Agazio Praticò, Antonio Mirarchi, Antonio Angotti, Manuela Costanzo, Francesca Celi, Lorenzo Costa, Roberta Gallo, Francesco Gironda, Luigi Levato, Rosario Mancuso, Giuseppe Pisano, Cristina Rotundo, Giulia Procopi, Fabio Talarico, Antonio Ursino ed Enrico Consolante, tutti consiglieri comunali tuttora in carica. Chiesto il rinvio a giudizio anche per Fabio Celia, che non é più consigliere comunale.

Il Comune di Catanzaro, nella persona del sindaco, Sergio Abramo, è stato individuato come parte offesa.

Cosa succederà adesso? La maggioranza in consiglio regionale per lunedì 15 novembre, data in cui è prevista la prima seduta con l’elezione dell’ufficio di presidenza, modificherà i piani di accordo tra Salvini e Occhiuto, individuando per la presidenza un altro esponente (senza attendere gennaio 2022), oppure procede senza tenere conto di questo imbarazzante situazione? Con tutto il garantismo che si vuole, può di fatto un imputato per truffa essere eletto presidente del Consiglio regionale, che è la più alta carica istituzionale della Regione Calabria?


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