Nuova ordinanza per il serial killer Marco Gallo. Sarebbe autore di un tentato omicidio

Carlomagno

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici pure su TELEGRAM
Killer
Marco Gallo

Uno spietato serial killer su commissione. Sarebbe questo Marco Gallo, cui è stato nuovamente destinatario di un’altra ordinanza in carcere per il tentato omicidio di Renato Berlingeri, classe 1975, avvenuto la sera del 22 febbraio 2017, a Lamezia Terme.

A Gallo, classe 1985, di Falerna, l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari è stata notificata dagli agenti presso il carcere di Ancona dove si trova detenuto in quanto ritenuto responsabile degli omicidi di Francesco Berlingeri, Gregorio Mezzatesta, dell’avvocato Francesco Pagliuso e di Domenico Maria Gigliotti. Delitti commessi nell’ambito della sanguinosa faida del Reventino.

Le indagini sono state condotte dalla Sezione Investigativa del Commissariato di P.S. di Lamezia Terme, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme.

L’ipotesi investigativa formulata nell’ambito del relativo procedimento penale, tutt’ora pendente in fase investigativa, trae origine dall’omicidio di Francesco Berlingeri, il fruttivendolo ucciso a Lamezia Terme il 19 gennaio 2017 e, per il quale lo stesso Gallo risulta imputato in stato di custodia cautelare in carcere e condannato in primo grado dalla Corte d’Assise di Catanzaro alla pena dell’ergastolo, sentenza non definitiva (la moglie di Gallo, Federica Guerrise, era stata condannata a 15 anni). In quella circostanza era stato ferito anche un bambino, parente della vittima.

L’analisi dei due fatti di sangue, ha messo in evidenza come i due fatti criminosi fossero stati eseguiti utilizzando un’arma comune da sparo dello stesso calibro, circostanza che ha indotto gli inquirenti ai necessari accertamenti tecnici di natura balistico-comparativa, attraverso il Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Reggio Calabria. Gli esiti di tali accertamenti balistici, effettuati su delega della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, consentirebbero di affermare che i due fatti di sangue sarebbero stati commessi mediante l’utilizzo della stessa arma, una pistola semiautomatica in calibro 9 mm. corto (9×17). Le investigazioni risultano tuttora in corso.


Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo gentilmente ai nostri lettori un contributo che può permetterci di sopravvivere e continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta. Grazie!


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM e TWITTER