Michele Emiliano colpito al tallone d’Achille da una tarantella

Il momento della storta di Michele Emiliano
Il momento della storta di Michele Emiliano

Brutto scivolone per il candidato alla segreteria Pd, Michele Emiliano, che in provincia di Cosenza, mentre ballava la tarantella con una donna del posto ha preso una storta e si è fatto male.

Per il governatore della Puglia, in Calabria per una serie di incontri in vista delle primarie dem del 30 aprile, si sospetta la rottura del tendine di Achille del piede destro.

Emiliano era in piazza ad Acquaformosa, centro arbereshe del cosentino, quando in suo onore è stato organizzato il tradizionale ballo calabrese. Chiamato al centro della “pista” da una donna in costume, il presidente pugliese ha accettato di buon grado l’invito, ma dopo qualche giro, come si vede in un video video postato sul social, gli è andato il piede di traverso ma non è caduto. La distorsione lo ha costretto poi a sedersi.

Delusione per tutti i suoi seguaci a Cosenza, dov’era atteso nel pomeriggio. Emiliano ha già raggiunto Bari dov’è si recherà in ospedale per sottoporsi alle cure mediche.

VIDEO

“STO BENE, NOI NON MOLLIAMO MAI” – “Non vi preoccupate, sto bene”, scrive su Facebook il competitor di Matteo Renzi (e Andrea Orlando). “Ho il morale alto, ma temo di essermi rotto il tendine di Achille mentre ballavo con un gruppo folk calabro-albanese di Acquaformosa in Calabria. Si tratta di un comune speciale dove hanno dato vita ad un modello di accoglienza per migranti che ha portato ricchezza e prosperità al paese e che viene studiato in tutta Europa come una delle migliori prassi mondiali in materia. Il sistema è stato messo a punto dall’ex sindaco Giovanni Manoccio, attuale vicesindaco, e proseguito anche dall’attuale sindaco Gennaro Capparelli. La campagna elettorale continua, “Noi” non molliamo mai”, rassicura.

Stamane aveva postato 9 punti in cui critica l’ex premier. 

“1) L’Ego smisurato di Renzi non ha imparato la “Lezione”.
Basta pizzicarlo un po’ che “l’Io Renzi” viene fuori al naturale.

2) Per paura del risultato delle primarie aperte sta accelerando lo snaturamento del Pd. Ad esempio non ha rifiutato il sostegno inquietante di Cuffaro. Non ha detto una parola critica e di netto rifiuto per cui è chiaro che non ha mai abbandonato la linea che porta alla morte del Centro-Sinistra verso un accordo con Forza Italia.

3) Sta creando una strategia della tensione per rompere con il governo Gentiloni. Oggi la scusa è l’Elezione al Senato del Presidente della Commissione Affari Costituzionali, domani chissà quale altra scusa dovrà inventarsi.

4) Puntare dritto alle elezioni anticipate di fine Settembre sperando di potere giocarsi le ultime fiches di un irresponsabile gioco d’azzardo che non ha niente a che spartire con il nobile e democratico “gioco politico”.

5) Per “Noi” al contrario prima di tutto viene il “Bene Italia”. Ecco perché abbiamo proposto un’ Idea-Progetto pensata e costruita “con” e non “per” il Paese.

6) Vogliamo che il PD riprenda i rapporti con il vasto e plurale campo sociale, culturale e politico del Centro-Sinistra.

7) Per questo va approvata una Riforma Elettorale che coniughi elezione dei Deputati e Senatori senza Capi-Lista bloccati, con premio di maggioranza alla coalizione e non alla singola Lista.

8) Il PD di Renzi si dirige verso un disastro annunciato. Nel Paese cova una rabbia ed una indignazione enorme. Ma non c’è un progetto politico di governo alternativo affidabile.

9) Diverso sarebbe se alle primarie del 30 aprile si chiudesse con il renzismo e con il tema delle larghe alleanze con Berlusconi e si aprisse una prospettiva sociale e politica nuova, basata sulla partecipazione e su un dialogo politico programmatico.

Abbiamo le idee chiare ed amiamo il nostro Paese.

L’Italia è il nostro Partito”.
#noisiamopartito