Roghi estivi nel Cosentino, la Polizia arresta due piromani NOMI

Carlomagno campagna Nuovo Stelvio 10 Maggio 2018

Incendio boschivo vigili del fuocoDue persone, Pietro Catalano, di 41 anni, e Giuseppe Barbieri, di 23, di Rossano, sono state arrestate dalla Polizia a Rossano, in provincia di Cosenza, perché ritenute responsabili di aver appiccato fuoco in una zona boschiva dell’alto Ionio cosentino.

Ad ammanettare i due piromani, già noti alle forze dell’ordine, gli agenti del commissariato di Rossano che hanno svolto, sotto il coordinamento della Procura di Castrovillari, indagini serrate per risalire agli autori di alcuni roghi appiccati questa estate che hanno creato non solo allarme sociale, ma la distruzione di ettari ed ettari di bosco e macchia mediterranea.

Nello specifico, i due sono stati arrestati per un incendio poi domato da Calabria verde, che ha distrutto un’area boschiva di 1.500 metri quadrati posta a ridosso del torrente Citrea, nel comune di Rossano. Catalano e Barbieri, dopo la convalida, sono stati portati in carcere.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati mercoledì mattina dal Procuratore di Castrovillari Eugenio Facciola, dal Questore di Cosenza Giancarlo Conticchio e dal dirigente del commissariato rossanese Raffaele De Marco. “Non è solo un problema di incendi – ha detto Facciolla – ma, ovviamente, di tutta una serie di interessi economici”, che girano attorno ad essi. “Per fortuna – ha aggiunto il procuratore capo – il mio ufficio, già nei mesi scorsi, aveva attivato indagini e non ci hanno colto alla sprovvista i fenomeni che abbiamo registrato quest’estate. Siamo fiduciosi di fare chiarezza quanto prima su quello che è accaduto”.

“È il caso di dire che sotto la cenere c’è tanto, perchè non è solo che la gente appicca il fuoco, cosa che registriamo ogni anno nel periodo estivo, ma il problema è più ampio e ha interessato zone ricche di aree boschive, che sono andate drammaticamente distrutte”, ha detto ancora Facciolla. “Ci vorranno 50 anni per rispristinare tutto quello che è andato perso, ed è ciò che c’è dietro gli incendi che muove tutta una serie di interessi economici”. Per il questore di Cosenza, Giancarlo Conticchio, “c’era bisogno di assicurare alla giustizia dei piromani che hanno dato alle fiamme un posto meraviglioso”.