Gisberto Spadafora lancia la proposta di fusione tra Cosenza e Rende

Carlomagno Panda Settembre 2018
Il consigliere comunale di Cosenza, Gisberto Spadafora
Il consigliere comunale di Cosenza, Gisberto Spadafora

“Un consiglio comunale congiunto che valuti, analizzandone pro e contro, la fusione dei territori di Cosenza e Rende, in vista dell’imminente referendum relativo ai comuni di Corigliano e Rossano e nell’ottica di una crescita territoriale che riguardi ogni aspetto umanistico, socio- economico e culturale”.

E’ stata questa la proposta avanzata nella mattinata odierna dal consigliere comunale e Presidente della Commissione trasporti Gisberto Spadafora, in seno alla Commissione Controllo e Garanzia, presieduta da Giovanni Cipparrone, alla presenza del segretario generale, avvocato Alfonso Rende.

“Sono felice – aggiunge Spadafora – che la mia richiesta abbia trovato attenzione e di questo ringrazio particolarmente il consigliere Cipparrone, che ha mostrato una spiccata sensibilità al tema. Il mio auspicio, alla luce dei provvedimenti e delle evoluzioni nel sistema politico – organizzativo che stanno interessando l’intera Calabria, è quello di poter avviare, al più presto, una formale discussione attraverso l’istituzione di un Consiglio Comunale congiunto delle città di Rende e Cosenza, in quanto diretta espressione della volontà popolare”.

Il presidente Spadafora spiega che “già da tempo, come da delibera n. 63 dell’ 8 maggio 2017, il Comune di Cosenza, ha rinvenuto, nella possibilità di istituzione di una realtà municipale unica, una serie di aspetti positivi in grado di apportare miglioramenti al territorio evitandone la marginalizzazione. Il mio desiderio è che possa quantomeno aprirsi ufficialmente il confronto al fine di comprendere definitivamente fattibilità e convenienza di tale proposta”.

La fusione, inoltre, secondo Spadafora, come sostenuto nella delibera, agevolerebbe lo sviluppo di una viabilità e di un sistema di trasporti più efficiente, potenzierebbe una serie di servizi a valenza sovracomunale, consentirebbe una programmazione ed un’ organizzazione unitaria delle attività terziarie e produttive e darebbe modo all’Università della Calabria di potersi sviluppare nel tessuto urbano, con grande impatto sociale.
“Il mio è un augurio” ha concluso il consigliere Spadafora, “ai cittadini la valutazione se possa essere un bene o un male”.