Salvò persone durante la persecuzione nazista, ricordato Angelo De Fiore

Carlomagno campagna novembre 2018
Angelo De Fiore
Un momento della cerimonia a Rota Greca

ROTA GRECA (COSENZA) – Si è svolta ieri a Rota Greca, la 13^ edizione della manifestazione “Una Vita per la Vita” in ricordo della figura di Angelo De Fiore, nato in quel centro, il quale, grazie all’incarico svolto presso la Questura di Roma quale responsabile dell’Ufficio stranieri, durante la Seconda Guerra Mondiale salvò dalla persecuzione nazista centinaia di vite umane, tra cui molte di religione ebraica.

Presenti alla manifestazione il prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao, il procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo, il questore di Cosenza Giancarlo Conticchio, il sindaco della città di Cosenza Mario Occhiuto, il sindaco di Rota Greca, Roberto Ermanno Albano, numerosi sindaci del comprensorio, e le massime autorità civili e militari.

Un picchetto di personale della Questura di Cosenza ed una rappresentanza dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato Sezione di Cosenza hanno impreziosito la toccante manifestazione.

La cerimonia, arricchita dalla numerosa presenza di pubblico, è stata dedicata ai piccoli eroi quotidiani, a coloro che dedicano la vita alla salvaguardia degli altri. Sia il questore della Provincia di Cosenza sia il sindaco di Rota Greca hanno voluto ricordare, nei loro discorsi, gli uomini e le donne, che si impegnano ogni giorno affinché la cultura della legalità e dei sani principi possa avere il sopravvento, esempi di un’attitudine morale e di un profondo senso civile che dovrebbe caratterizzare l’azione di ogni cittadino.

I relatori hanno voluto ricordare anche i tanti Poliziotti, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Volontari, il personale sanitario e tutti coloro che in questi mesi sono stati impegnati ad affrontare l’emergenza causata dai numerosi incendi che hanno interessato tutta la Provincia.

Il premio “Una vita per la vita” quest’anno è stato consegnato all’Ispettore capo in pensione Antonio Librandi che il 16 settembre 1993, in località Foresta di Petilia Policastro, nel corso di attività investigativa nei confronti di una potente cosca mafiosa, unitamente ad un collega, cadeva in un agguato tesogli da un gruppo di sette malviventi, che lo facevano oggetto di un fitto tiro incrociato di armi da fuoco. Benchè gravemente ferito, riusciva a rispondere al fuoco ferendo gravemente due degli assalitori, e costringendo alla fuga gli altri, che venivano successivamente arrestati.