Bancarotta hotel Cosenza, Barile al gip: “Non c’entro con società spagnola”

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Hotel ExecutiveL’imprenditore Domenico Barile, finito ai domiciliari per bancarotta fraudolenta nell’ambito di un’indagine della Procura di Cosenza si è difeso dalle accuse nell’interrogatorio tenutosi lunedì davanti al gip Pietro Santese, fornendo la sua versione dei fatti sulle tre società finite sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di finanza.

Assistito dagli avvocati Roberto Le Pera e Francesco Gelsomino, l’ex presidente della Fondazione Field ha cercato di chiarire la propria posizione precisando che la società spagnola Tincson non sarebbe a lui riconducibile sin dal febbraio 2012, “ossia da quando è divenuto legale rappresentante Barile Ercole”, il fratello dell’indagato.

Barile ha aggiunto che “neppure sarebbe titolare delle quote societarie della stessa Tincson, attesa la titolarità del 99% delle quote in capo a Barile Ercole e della rimanente parte a persona diversa dallo stesso Barile Domenico”.

L’albergatore ha poi affermato di “non essere a conoscenza di alcuno dei compromessi immobiliari contestati dall’accusa e riguardanti immobili di proprietà della Tincson, del valore di oltre un milione di euro, atteso che, alle date di tali compromessi di vendita, anno 2014, lo stesso Barile era sottoposto, dal mese di ottobre 2013, agli arresti domiciliari per la vicenda Field fino al mese di marzo 2017”.

Per quel che attiene alla contestazione di bancarotta documentale relativa alla distruzione del registro dei verbali del Collegio sindacale, Barile ha spiegato – spiegano i suoi avvocati – che “tali documenti erano stati sequestrati dalla stessa Procura di Cosenza nell’anno 2006 e successivamente restituiti nell’anno 2013, allorquando lo stesso Barile Domenico non era più legale rappresentante della Nord Hotel”.

A margine dell’interrogatorio davanti al gip, i difensori di Barile hanno depositato l’esito di un’attività investigativa riguardante “documentazione proveniente da Uffici pubblici spagnoli in cui si dimostrerebbe l’estraneità del Barile dalla compagine societaria Tincson sin dal 2012”.