Mobilità Cosenza, Bianca Rende (Pd): “Sicuri di essere su strada giusta?”

Carlomagno campagna Nuovo Stelvio 10 Maggio 2018
La consigliera comunale di Cosenza, Bianca Rende
La consigliera comunale di Cosenza, Bianca Rende

di Bianca Rende *

Continuano a Cosenza le improvvise sperimentazioni e le ordinanze temporanee (ed estemporanee) sulla viabilità, come se un Piano del Traffico non dovesse far parte di un disegno organico e articolato che coinvolge tutta la città e la pianificazione urbana.

La scelta di modificare i sensi di circolazione di molte arterie primarie, senza alcun preavviso ed in assenza di un disegno organico, è stata giustificata dal sindaco come opportuna al fine di sperimentare la validità di alcune sue “visioni” urbane: è lecito chiedersi, dunque, dopo il primo periodo di stress test quali siano i reali vantaggi ottenuti dalla comunità, espressi con dati oggettivi da enti terzi, in termini di emissioni atmosferiche, tempi di ingresso in città e di percorrenza dei mezzi di soccorso, per esempio.

In attesa di conoscere i risultati, rimangono tutte le perplessità sul metodo di approccio alla questione che vede un ricorso continuo ai poteri ordinatori, laddove la normativa di settore e le buone pratiche amministrative in tutta Italia contemplano il ricorso ad una procedura organica e trasparente, di confronto e di approfondimento tecnico attraverso i vari passaggi che conducono all’adozione di un Piano Urbano della Mobilità (PUM) –Sostenibile, nella derivazione comunitaria (PUMS) – e di un Piano urbano del traffico (PUT), obbligatorio ai sensi dell’art. 36 del Nuovo Codice della Strada per tutti Comuni di popolazione superiore a 30.000 abitanti.

Diversamente dal PUT, la redazione del PUM non è obbligatoria, ma, evidentemente, anche in funzione della realizzazione della Metropolitana leggera, un PUM concertato tra Cosenza, Rende e i principali comuni limitrofi sarebbe indispensabile per una corretta gestione del sistema di mobilità dell’area urbana.

Il Sindaco di Cosenza, nel pensare il ridisegno viario ed urbanistico della città, ha dimenticato la regola basilare del confronto, del dialogo e della condivisione. I PUM, in particolare, dovrebbero essere strettamente integrati, da un lato, con i piani territoriali di coordinamento provinciali e dall’altro con i piani strutturali urbanistici di scala comunale: è appunto nel coordinamento con questi due tipi di piano che si deve verificare la congruenza tra la pianificazione degli usi del suolo e la pianificazione dei trasporti.

traffico di sera

Le Linee Guida Ministeriali indicano in maniera inequivoca l’opportunità di evitare qualsiasi iniziativa di carattere unilaterale e non integrato nella Pianificazione Territoriale vigente o in itinere, esattamente al contrario di quello che sta facendo il comune di Cosenza con gli interventi di trasformazione del sistema di mobilità interna al Centro Urbano e di accesso alla Città dai Comuni limitrofi.

Ecco allora che anche il momento scelto per queste “sperimentazioni” non è dei migliori perché è in discussione il PSC di cui il PUM dovrebbe essere parte integrante o comunque con esso fortemente correlata. L’impressione è che si stia procedendo in maniera quasi autarchica e poco dialogante sia con la città che con il suo hinterland.

Cosenzanon è un’isola e vive anche del rapporto continuo ed osmotico con la sua provincia. Viene da chiedersi, visto che si va in una direzione che ostacola questo rapporto, quale sia la visione di sviluppo economico cui queste novità sono funzionali.

La città si caratterizza da sempre nella provincia per essere il più importante polo urbano per le attività commerciali e peril settore terziario, se il sindaco ha deciso di porre in essere le iniziative che ne modificano la vocazione e le prospettive economiche, ne dovrebbe informare i cittadini, non utilizzando i poteri ordinatori che gli competono, ma aprendo un vero dialogo tra i cittadini e le istituzioni. 

D’altronde, si èproprio certidi voler abdicare ad un ruolo strategico nella provincia? Da soli non si cresce e arrivare a dire, come ha fatto il Sindaco, che le famiglie dovrebbero iscrivere i figli nelle scuole del proprio Comune di residenza significa respingere anziché accogliere, significa perseguire una politica miope che punta a creare un giardino, forse esteticamente gradevole ma certamente povero.        

Sul sito http://www.osservatoriopums.it/cosenza è pubblicato un documento da cui risulterebbe che il Comune, nel 2016, pur non avendo né adottato né redatto un PUM, ha redatto un PUMS che sarebbe in attesa di adozione e gestito dall’Assessorato alla Pianificazione Urbana e Mobilità Sostenibile.

Si deve quindi evidenziare che le iniziative di variazione della mobilità urbana sono state poste in essere consapevolmente prima dell’esame nei competenti organismi amministrativi e dell’eventuale adozione di un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile già redatto e definito.  Alla luce di quanto sopra la modifica di un assetto viario dovrebbe essere il risultato di un complesso processo progettuale che coinvolge più soggetti, e non è una sperimentazione come recita la “prosa” del giorno.

La richiesta che poniamo al sindaco è quella di riferire in Consiglio sull’esito della sperimentazione, ma soprattutto di avviare il processo organico e corretto di redazione del PUT e del PUMS della città di Cosenza, osservando, per quanto fin qui detto, contemporaneamente regole e democrazia, ponendo termine ad una gestione amministrativa delle questioni attinenti la viabilità urbana e la qualità della vita ad essa strettamente correlata che ha creato fin qui solo confusione e senso di improvvisazione.

* Consigliera comunale Partito Democratico – Cosenza