‘Ndrangheta, sequestrati beni per 5 milioni a cosca Rango-Zingari

Carlomagno Jeep agosto 18

finanza cosenzaLa Guardia di Finanza di Cosenza ha sequestrato un patrimonio di oltre 5 milioni di euro ad Antonio Intrieri e Domenico Mignolo, ritenuti entrambi affiliati di spicco della cosca Rango-Zingari.

Il sequestro è avvenuto su disposizione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Cosenza su richiesta dalla Dda di Catanzaro diretta dal procuratore Nicola Gratteri, a seguito di un’articolata attività di accertamento antimafia svolta dalle Fiamme gialle cosentine e coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e dal pm Camillo Falvo.

La normativa antimafia prevede l’applicazione delle misure di prevenzione anche patrimoniali a carico di soggetti ritenuti, sulla base di elementi di fatto, abitualmente dediti a traffici delittuosi o che, per la loro condotta ed il tenore di vita, debba ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività illecita.

Antonio Intrieri, ritenuto ai vertici della cosca Rango – Zingari, è stato condannato alla pena di 14 anni di reclusione per associazione mafiosa e reati connessi, sentenza emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro ed attualmente detenuto, in attesa di giudizio. Su di lui grava inoltre la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, ancora da scontare poiché detenuto.

Domenico Mignolo ritenuto anch’egli ai vertici della cosca risulta condannato alla pena di 14 anni di reclusione per associazione mafiosa e altri reati, sentenza emessa sempre dal gip di Catanzaro nonché, condannato alla pena di 18 anni di reclusione per omicidio con una sentenza del luglio 2016 emessa del Tribunale di Cosenza.

Mignolo, attualmente detenuto, è sottoposto al regime penitenziario del 41 bis. Su di lui pesa anche la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, ancora da scontare poiché detenuto.

Il sequestro è stato possibile grazie anche al lavoro svolto dai Finanzieri calabresi del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cosenza, che, sotto il coordinamento della Dda, hanno svolto accertamenti patrimoniali nei confronti degli appartenenti della cosca condannati nonché dei loro prossimi congiunti, esaminando e approfondendo le variazioni patrimoniali nell’arco temporale dal 1986 al 2016.

Il lavoro svolto dai finanzieri ha evidenziato una netta sproporzione delle movimentazioni economico-finanziarie in uscita (spese) rispetto agli esigui redditi dichiarati (entrate), non sufficienti a soddisfare le primarie esigenze di vita.

L’esecuzione del succitato provvedimento ha portato al sequestro dei seguenti beni intestati o riconducibili ai due soggetti: 2 fabbricati; 1 appezzamento di terreno; 2 società con relativo complesso aziendale; 2 fabbricati; 4 quote di partecipazione di società intestate o riconducibili ai due. Sequestrati pure 2 associazioni sportive dilettantistiche; 1 appezzamento di terreno; 8 automezzi; diversi rapporti bancari, per un valore complessivo stimato di oltre 5 milioni di euro.